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Master di I livello per Infermieri e Professioni Sanitarie: non servono a nulla e ancor meno quelli on line.

Master di I livello per Infermieri e Professioni Sanitarie: non servono a nulla e ancor meno quelli on line.

Attenti ai Master di I livello per Infermieri e Professioni Sanitarie. Ad oggi non servono a nulla e ancor meno quelli on line, anche se alcuni giornali sindacali continuano ad asserire l’esatto opposto prendendovi in giro.

E’ quanto emerso tra le righe delle relazioni alla conferenza di apertura del Primo Congresso Nazionale FNO TSRM PSTRP. I sindacati e gli intervenuti hanno ammesso che quello che si sperava non è avvenuto. Pertanto chi ha oggi conseguito uno o più Master di I livello (fatta eccezione di quello in Coordinamento o in Care-Care Management) non ha ottenuto finora alcun riconoscimento, sia dal punto di professionale, sia dal punto di vista economico.

Ce lo dobbiamo dire a chiare lettere. E ce lo hanno fatto capire quasi tutti gli intervenuti alla tavola rotonda sl tema “Le competenze avanzate e specialistiche delle professioni sanitarie. Dalla Legge 43/2006 al nuovo Contratto Collettivo“. In pratica, anche se alcuni colleghi di una rivista sindacale a noi concorrenti continuano ad asserire l’esatto opposto, ci hanno venduto negli ultimi 20 anni solo “aria fritta”, altro che competenze. E questo per le ragioni che dicevamo poco fa: le competenze acquisite con i Master non si sono tramutate in riconoscimenti contrattuali reali, fatta eccezione per chi fa il Coordinatore Infermieristico/Professioni Sanitarie o per i pochi che si occupano di Case-Care Management. E tra questi ricordiamo che la stragrande maggioranza sono Infermieri e Infermieri Pediatrici, che da anni si formano. Pochissimi sono i professionisti sanitari delle altre discipline, comprese le Ostetriche.

A ribadirlo anche l’ex-ministro della Salute Beatrice Lorenzin (PD), che ha parlato di mancata applicazione delle norme e quindi di riconoscimenti economici, sociali e professionali mai ottenuti.

I sindacati, dal canto loro, si sono sempre battuti in tale direzione, ma dall’altra parte vi è stato sempre il muro di gomma della politica che non ha prodotto conseguenze tangibili correlati alla formazione post-base dei Professionisti della Salute (non stiamo parlando dei Medici, che hanno da sempre percorsi realmente riconosciuti e soprattutto ripagati economicamente parlando).

Alla tavola rotonda hanno partecipato vari esponenti del mondo sindacale, dalla Cgil alla UIL, dalla Cisl alla FIALS, passando per la FSI-USAE. Tutti, chi più, chi meno, hanno ribadito la necessità di dare ad Infermieri e Professioni Sanitari i giusti riconoscimenti per anni di studi e di sacrifici ignorati dai Governi che si sono susseguiti nell’ultimo ventennio.

Dobbiamo avere il coraggio di dire che l’attuale sistema formativo dei Master, soprattutto quelli on line, ma in gran parte anche quelli residenziali, non va più bene e non corrisponde al bisogno di formazione reale del professionista. Ciò nell’interesse esclusivo del Paziente. Chi continua ad asserire l’opposto da di mentire e vi sta letteralmente prendendo in giro.

Continueremo ad occuparci della questione, anche confrontandoci continuamente con le Università e le Università telematiche che fanno finta di non capire, ma che sanno bene che primo o poi l’attuale sistema di formazione imploderà su se stesso. E lo farà con l’avvento dei Master Specialistici per i quali da più parti si chiede l’eliminazione dei percorsi didattici a distanza. Gli Atenei più intelligenti si stanno già attrezzando in tal senso.

Continuate a seguirci, parleremo ancora di questo e di altri argomenti, tra cui la farsa degli ECM in FAD, i cui test già svolti continuano a circolare nelle chat di tutte le professioni sanitarie. Una finta formazione che sta creando finte competenze.

Stay tuned.

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