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Ecco la tesi di Laurea in Infermieristica della neo-collega Nadine Maria Rizzo su “L’empatia nella relazione di cura in situazioni di Emergenza”.

Nadine Maria Rizzo è una neo-Infermiera iscritta all’OPI di Enna che sogna da grande di lavorare nell’ambito assistenziale dell’area critica. Ha solo 25 anni, ma è già convinta di come sarà il suo futuro professionale, in salita, ma ricco di soddisfazioni. Abita a Piazza Armerina in Sicilia, ma è in procinto di trovar lavoro in quel di Bologna.

Ha 25 anni e si è appena laureata presso presso il Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Catania – Facoltà di “Medicina e Chirurgia” – Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Tecnologie Avanzate “G.F. Ingrassia”.

La sua tesi finale ha un titolo significativo: “L’empatia nella relazione di cura in situazioni di Emergenza“. Lo studio è stato relato dalla prof.ssa Concetta Barbagallo.

Perché questa tesi?

Ce lo spiega la stessa Nadine nella sua introduzione alla tesi di laurea in Infermieristica:

Durante la mia esperienza di tirocinio al Pronto Soccorso del Garibaldi Centro di Catania, ulteriormente supportato dalle esperienze in Rianimazione e in Chirurgia d’urgenza ho deciso che nella mia tesi di laurea mi sarei concentrata sul settore dell’emergenza.

Il settore dell’Area Critica ha piano piano preso la mia attenzione durante questi anni di studio dove non solo ho avuto modo di approfondire il tema, supportato dalle esperienze di tirocinio, ma sono riuscita a seguire il lavoro di diversi professionisti della salute come infermieri e medici, e ho avuto il grande privilegio di riuscire ad apprendere da loro e a collaborare in tutti questi reparti di emergenza/urgenza.

Nel Pronto Soccorso le condizioni dei pazienti possono mutare velocemente, tutti i problemi devono essere risolti rapidamente e per questo spesso non vi è uno stretto rapporto tra infermieri e assistiti che potrebbe portare ad avere empatia e contatto fisico con il paziente minore. È proprio questo che mi ha fatto porre delle domande: l’empatia può davvero non essere presente in un luogo così mutevole e delicato come il Pronto Soccorso? Volevo cercare di capire perchè l’empatia è importante nelle aree critiche, di cui il Pronto Soccorso è solo un esempio. E in quale quantità deve essere presente? Quanto sono stressati gli operatori sanitari del Pronto Soccorso? Quale strategie impiegano i professionisti della salute per riuscire a mantenere costante il loro benessere fisico e psichico?

Mi sono focalizzata sulle caratteristiche e qualità che l’infermiere deve possedere per potere garantire efficienza negli interventi sanitari di questo luogo, per tutelare le esigenze del paziente ma anche e soprattutto per salvaguardare la sua salute in un contesto come quello dell’area critica.

Nel rapporto infermiere-assistito l’infermiere deve cercare di soddisfare i bisogni del paziente, deve riuscire ad avere grandi competenze comunicative, empatia, ragionare velocemente, conoscere rapide procedure per poter supportare le funzioni vitali del paziente e riuscire a dargli supporto psicologico, affrontando con lui situazioni che potrebbero modificare per sempre il suo stato emotivo.

Queste sono solo alcune tra le tante domande che mi sono posta durante la mia esperienza di tirocinio, a cui ho cercato di rispondere con la stesura di questa tesi. Come fa l’infermiere a non entrare in Burnout dopo quello che vive quotidianamente? Ha bisogno di un supporto psicologico per le esperienze vissute?

Il lavoro dell’infermiere è tra quelli più delicati che esistono al mondo, e soprattutto di questi tempi, ne siamo sempre più consapevoli, risulta essere una vera e propria scelta di vita. La nostra professione si fonda più di altre sul rapporto interpersonale, non siamo robot, ma individui pensanti, coinvolti a livello emotivo. Il fornire assistenza a persone che stanno male e sostenere i loro bisogni non deve mai essere dato per scontato. Qualsiasi professionista dell’assistenza che svolge la sua attività in un Pronto Soccorso o in qualsiasi luogo dedicato all’emergenza è a forte rischio di avere un crollo psicologico, incrementato dal fatto che la relazione terapeutica con il paziente finisce in questo posto e non si potranno quindi valutare i risultati dei suoi interventi terapeutici.

Nel pronto soccorso l’infermiere deve confrontarsi con altri professionisti dell’assistenza, che interagiscono insieme per raggiugere un unico obiettivo finale: fornire assistenza e soddisfare i bisogni della persona.

Le persone che si recano in un pronto soccorso e i loro famigliari saranno dominati dalla paura, il termine “Emergenza” fa riferimento proprio a una situazione che insorge improvvisamente che se non affrontata tempestivamente potrebbe portare a gravi danni al paziente o addirittura alla sua morte. Per questo motivo l’infermiere oltre ad intervenire velocemente deve fornire un supporto emotivo non indifferente. L’infermiere deve unire tutte le sue competenze e metterle in pratica in un unico luogo che ha un forte impatto psicologico sia per i paziente che per i suoi familiari.

Non ci resta che augurare a Nadine buona fortuna!

Ecco la sua tesi di laurea:

L’empatia nella relazione di cura in situazioni di Emergenza