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Ostetriche di Famiglia. La FNOPO fa appello ai politici e ai sindacati perché il Decreto Rilancio tenga presente la necessità di istituire l’Ostetrica di Famiglia.

“Nell’attuale scenario sociosanitario duramente provato dall’emergenza Covid-19, la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (FNOPO) fa appello ai legislatori e sindacati per la tutela della salute delle donne, del nascituro, della famiglia presentando bozza di emendamento ai commi 4 e 5, e in subordine al comma 7, dell’art. 1 Disposizioni urgenti in materia di assistenza territoriale del c.d. D.L. “Rilancio”, atto a includere nell’iter di conversione il modello di “Ostetrica di famiglia e di comunità” – annunciano le componenti del Comitato centrale FNOPO.

“Le ostetriche sono l’indispensabile presidio territoriale volto a fronteggiare l’attuale fase di emergenza in area materno infantile, al fine di rafforzare l’organizzazione su base distrettuale e sviluppare la Medicina di prossimità. L’emergenza da Covid-19 ha dimostrato importanti criticità nell’assistenza sanitaria sul territorio a tutti i cittadini, in particolare alle donne. L’iniziativa della Federazione si pone dunque nell’ottica di approccio globale dei bisogni di salute delle donne Covid positive o negative in gravidanza, allattamento-puerperio e cure al neonato-bambino, alle donne in cura per patologie oncologiche, e in tutti i casi in cui le donne hanno necessità di assistenza – spiegano i vertici nazionali della categoria ostetrica. Prevedere l’introduzione della figura dell’Ostetrica di Famiglia e di comunità nel Servizio Sanitario nazionale, e in modo omogeneo in tutte le Regioni, avrebbe un grande impatto sociosanitario e rappresenta inoltre la risposta concreta all’attuale nuovo contesto e agli scenari futuri. L’ostetrica, infatti, è il professionista che attraverso la sua formazione specifica svolge il proprio ruolo nella comunità in maniera reattiva e/o proattiva, rafforzando la rete dei servizi sociosanitari già offerti a favore delle donne, famiglie e collettività, operando nei diversi contesti territoriali in tutti gli ambiti di promozione e tutela globale della salute femminile, in tutte le età e in un’ottica di miglioramento della salute di genere. L’Ostetrica di famiglia e di comunità è un modello basato su indicazioni, letteratura e concetti condivisi a livello internazionale (Rapporto “The State of the World’s Midwifery 2014” e approfondimento dedicato a The Lancet Series “MIDWIFERY”), per rispondere alle criticità dell’attuale fase di transizione demografica, epidemiologica, sociale ed economica, ad esempio l’eccesso di medicalizzazione dell’assistenza ostetrica, overtreatment dannoso, disomogeneità dell’applicazione dei L.E.A, mancanza di personale e di programmazione sanitaria, mancanza di assistenza territoriale e di prossimità, costi inappropriati delle cure, inadeguata continuità assistenziale, mancata valorizzazione del ruolo attivo ed empowerment della donna, sperequazione nell’accesso alle cure, indicatori di salute negativi, Blue baby syndrom/depressione post partum, violenza sulla donna, denatalità. Da tempo ormai molti movimenti femminili in tutta Italia, che si ispirano a modelli di assistenza presenti in Europa chiedono una nuova modalità di ricevere assistenza, che sia basata sui modelli di Midwifery care internazionali, oltre che sulla professionalità anche sulla empatia, sull’ascolto e sulla consapevolezza di scelte che incrementino l’empowerment delle donne in particolare nella genitorialità consapevole, sulla scelta di nuovi stili di vita più sani che possano contrastare la crescente denatalità degli ultimi anni. Un modello che rimetta al centro la salute delle donne, e il futuro delle nuove generazioni attraverso la medicina d’iniziativa e di prossimità che consentono di rispondere con logiche di appropriatezza e sostenibilità alle criticità di sistema e alle sfide attuali e future della domanda di salute della popolazione femminile”, concludono le rappresentanti nazionali della categoria ostetrica.