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Emergenza Coronavirus. Non ce l’ha fatta Elia Fratini, fisioterapista di 62 anni, deceduta nei giorni scorsi ad Ancona per COVID-19.

Non ce l’ha fatta Elia Fratini, fisioterapista marchigiana di 62 anni. Il marito ha provato a lanciare l’allarme (pure lui è in gravi condizioni ed è ricoverato in ospedale), lei non respirava, ma all’arrivo dei sanitari poco o nulla si è potuto fare. Lavorava a Villa Adria, una grande struttura riabilitativa di Ancona. In questa clinica si sono registrati diversi contagi da Coronavirus.

Elia era una nota sindacalista della CGIL, sindacato che oggi protesta perché nessuno le ha mai voluto eseguire un tampone, né a lei, né al suo compagno, un cittadino straniero residente in Italia.

Lei stava male da diversi giorni, a nulla sono servite le chiamate all’Azienda sanitaria e al suo medico di famiglia. Nessun controllo, solo Tachipirina e isolamento domiciliare. Il tampone è stato fatto quando era ormai troppo tardi.

Tanti operatori di Villa Adria, compreso OSS e altri colleghi della Fratini, sono ora ricoverati o hanno sintomi lievi/medi/gravi.

A nulla sono servite le numerose sollecitazioni della CGIL, della CISL e della UIL ad effettuare controlli più serrati, soprattutto tra i lavoratori, la disorganizzazione della sanità marchigiana ha permesso al virus di avanzare senza soste, infettando migliaia di cittadini e di operatori, molti dei quali deceduti o in Terapia Intensiva.

Cgil Cisl Uil Marche hanno scritto al presidente regionale Luca Ceriscioli per “chiedere dati e informazioni indispensabili per fare chiarezza sulla progressiva e costante evoluzione dell’epidemia… vogliamo numeri del personale sanitario sottoposto a tampone, i positivi e i ricoverati”.

Addio Elia, il tuo sorriso mancherà a tanti.