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martedì, Gennaio 18, 2022
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Super Green Pass, dai negozi ai trasporti tutte le misure del piano controlli Viminale.

Ecco tutte le misure del piano controlli Viminale. Non ci saranno nelle ore di punta dei trasporti: vanno evitati assembramenti e problemi «di ordine pubblico».

Si concentreranno, però, nei luoghi e momenti «di maggior afflusso»: i week end del periodo natalizio, le strade dello shopping, la «movida»: termine, quest’ultimo, forse per la prima volta entrato nell’ufficialità burocratica di una circolare del ministero dell’Interno.

Quella firmata ieri dal capo di gabinetto, prefetto Bruno Frattasi, è un manuale operativo per tutti i colleghi sul territorio.

Dettaglio dopo dettaglio, articola il modello dei piani di intervento delle forze dell’ordine. La parola d’ordine è «diffusività delle verifiche».

L’input è arrivato dal presidente del Consiglio Mario Draghi. Il ministro Luciana Lamorgese fa i conti con le risorse ridotte di forze dell’ordine.

Vietato, però, tergiversare.

I contagi aumentano ogni giorno.

E il Viminale ha la responsabilità di sfatare una considerazione frequente, non senza ragioni, ma soprattutto una percezione diffusa: i controlli sul green pass, ora anche nella versione «super», non si fanno.

Non ci sono. Sbiadito il ricordo dei posti di blocco per controllare le autocertificazioni. E invece no: prefetti e questori sono in piena allerta.

I piani operativi di intervento sul territorio in fase di ultimazione.

Comitati provinciali ordine e sicurezza pubblica già riuniti o in corso. Poi, lo vedremo con i nostri occhi e potremo misurare lo sforzo più o meno ampio: quante divise in strada, alle fermate, davanti ai locali pubblici.

La circolare del prefetto Frattasi non lascia spazio a dubbi o equivoci. Il personale dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato va concentrato alle fermate di autobus e metro, insieme agli agenti delle aziende di trasporto e con «il necessario ausilio della Polizia locale».

Quest’ultima va destinata agli interventi agli esercizi commerciali insieme alla Guardia di Finanza.

«L’intensificazione dei servizi andrà particolarmente curata nelle aree urbane con maggiore concentrazione di esercizi commerciali e in quelle caratterizzate dal fenomeno della movida» scrive Frattasi.

Il numero maggiore di verifiche dovrà svolgersi durante «le festività natalizie e di fine anno». Per molti agenti si tratterà di saltare o rinviare le ferie.

I controlli non si possono fare sui mezzi pubblici, è impossibile: smentire questa convinzione diffusa è una delle sfide del Viminale, la vincerà solo con atti concreti.

Verifiche, dunque, alle fermate anzichè sui mezzi, e, soprattutto, le modalità non devono «compromettere le esigenze di fluidità del servizio».

L’effetto dissuasivo o deterrente, come si dice in gergo poliziesco, dei controlli, sarà misurato dalla numerosità, visibilità e frequenza delle divise in campo. Il contrasto agli assembramenti andrà svolto, da parte dei prefetti, in un’interazione con i sindaci.

Toccherà a questi ultimi emanare «apposite ordinanze» per regolare, se necessario, gli afflussi allo shopping di questo periodo. Con tanto di transenne e accessi regolati.

Ogni prefetturà pubblicherà il numero dei controlli svolti. Ogni prefetto deve inviare un resoconto settimanale delle verifiche e delle sanzioni al Viminale. Destinatari sono il gabinetto del ministero e il dipartimento di Pubblica sicurezza guidato dal prefetto Lamberto Giannini.

La circolare allega anche un modulo dove vanno indicati i numeri raggiunti. I rappresentanti del governo sul territorio, dunque, saranno valutati sui numeri dei controlli oggi indispensabili per scoraggiare qualunque ulteriore furberia o illegalità.

Il prefetto Frattasi raccomanda persino di pubblicarli sul sito di ogni prefettura. In piena trasparenza ma anche capacità di misurarsi senza nascondersi. Uno stile non così usuale nelle burocrazie. Ma il Viminale stavolta ci sta mettendo la faccia.

E la quarta ondata Covid-19 ormai lo impone.

Redazione AssoCareNews.it
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