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Emergenza Coronavirus. Jessica Pecoraro (OSS) scrive al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte: “spero che dopo questa pandemia vi ricordiate ancora di noi Operatori Socio Sanitari, ultima ruota nel campo assistenziale”.

“Caro presidente Conte, sono una giovane operatrice e da qualche giorno ho iniziato a lavorare in un reparto Covid-19 per combattere questa bestiaccia”. Poche parole, forti e composte allo stesso tempo, fanno parte di un messaggio chiarissimo destinato direttamente al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: nella battaglia contro il coronavirus esistono anche gli operatori socio-sanitari. E’ quanto riferisce il collega Marco Amico su OSSonline.it. Già si eravamo occupati di operatori che avevano inviato una lettera aperta al premier e al Ministro della Salute Roberto Speranza (in particolare di due Infermiere), questa è la volta di una Operatrice Socio Sanitaria: Jessica Pecoraro.

La lettera-tstimonianza di Jessica è straziante e ci fa riflettere. Si tratta di una giovane Oss da pochi giorni assunta al reparto Covid-19 di un ospedale della Lombardia, regione in cui l’epidemia ha fatto registrare il numero più elevato di decessi. Jessica è una giovane madre, ha 28 anni e una carriera da Oss di tutto rispetto. Ha lavorato fino a non molto tempo fa al “Papa Giovanni XXIII di Bergamo”.

Quando le si è presentata l’occasione di prestare servizio in un reparto Covid non ha avuto un attimo di esitazione anche se non ha mai nascosto l’ansia legata all’inizio di un nuovo incarico e la paura di mettere seriamente a rischio i propri cari. “Oltre alla preoccupazione connessa alla nuova esperienza, al pensiero di lavorare in un reparto nuovo con dei pazienti a rischio – racconta Jessica – vivo con l’ansia di poter contagiare la mia cucciola e la mia famiglia”.

Una paura che in questo momento accomuna tutto il personale sanitario, medici, infermieri e anche operatori socio sanitari. Sì, perché nella guerra contro il covid19 ci sono anche loro, gli Oss, categoria troppo spesso relegata ai margini della sanità italiana. Si parla tanto, e giustamente, dei medici e del loro importantissimo ruolo. Si parla tanto, e giustamente, degli infermieri. Ma quasi nessuno ha sottolineato anche il lavoro svolto in questi giorni turbolenti dagli operatori socio-sanitari.

“Io non sono né un medico né un’infermiera – continua Jessica – ma un Oss. Non tutti conoscono questa figura. Siamo in prima linea, affiancando l’infermiere, a stretto contatto con i pazienti, purtroppo tutti si sono dimenticati di noi, che sudiamo sotto quei camici, che lottiamo come gli altri, che abbiamo tanta paura e per tutto questo non siamo ben retribuiti né riconosciuti.”

Lo sfogo di Jessica finisce con un auspicio, che in realtà è la speranza di un’intera categoria di lavoratori, cioè di migliaia di Oss italiani in servizio in ambito ospedaliero e in strutture private.

“Signor presidente, io non voglio essere ringraziata. Voglio solo che quando tutto questo sarà finito, perché finirà, qualcuno si ricorderà di noi Oss. Grazie, Jessica” – conclude.