Infermiera richiamata in direzione: basta ingiurie sugli altri reparti!
Infermiera richiamata in direzione: basta ingiurie sugli altri reparti!
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Dura reazione della Direzione di una Casa di Riposo al litigio tra un Infermiere e una OSS. Sospesi e poi licenziati per aver oltraggiato l’immagine della struttura, già duramente messa alla prova durante la Pandemia da Covid-19.

Un Infermiere e una Operatrice Socio Sanitaria sono stati sospesi e poi licenziati per aver litigato davanti ad un Paziente, che ha segnalato l’accaduto alla Dirigenza di struttura. E’ accaduto in Veneto in una nota Casa di Riposo privata. I due avevano bisticciato dopo che il primo aveva dato dell’ignorante alla seconda.

Un Infermiere di 42 anni e una Operatrice Socio Sanitaria di 47 sono stati sospesi e poi licenziati per giusta causa da una nota Casa di Riposo in provincia di Padova.

Lui originario della Sicilia, lei della Lombardia, se le sono date di santa ragiona a botte di invettive e insulti. Tutto ciò davanti ad un Paziente che, incredulo e avvilito per quanto accaduto, ha deciso di informare sedutastante la Direzione della struttura, in cui vivono una sessantina di anziani tra gli 80 e i 100 anni.

Oggetto del contendere lo svuotamento di un catetere vescicale. La OSS era stata chiamata dal Paziente perché la sacca delle urine stava strabordando. L’Operatrice è subito intervenuta, ma in modo maldestro, creando un primo momento di tensione tra lei e l’ospite.

Infatti, la donna ha deciso di staccare la sacca del CV dal catetere, manovra tra l’altro da non fare mai. Durante la procedura anomala ha bagnato di unira il Paziente costringendolo ad un bagno in emergenza.

Dopo una decina di minuti è arrivato in stanza anche l’Infermiere, che non capendo cosa stava accadendo ha chiesto lumi alla OSS e all’ospite.

I due hanno dato versioni contrastanti. La donna ha accusato l’assistito di essere inciampato nella sacca e di averla involontariamente distaccata dal resto del circuito. Il Paziente ha raccontato di aver chiamato l’Operatrice suonando più volte il campanello. La stessa, maldestramente, aveva provveduto di sua volontà a creare il danno di cui si è detto.

L’Infermiere ha dato ragione all’assistito, persona vigile, collaborante e cognitivamente autonoma e ha iniziato ad inveire contro l’OSS.

Ora capisco perché i giornali parlano di voi OSS in maniera così dispregiativa, siete una massa di ignoranti, andate a studiare prima di venire a lavorare e di mettere mani sugli ospiti” – ha esclamato l’Infermiere.

La OSS, in preda all’ira, ha ribadito: “guarda imbecille che io ho due lauree e se faccio questo lavoro lo faccio per passione, non ti credere di fare scuola a me pivellino per tre anni di università superati chissà come; chiedimi scusa o ti denuncio“.

Il resto della conversazione non è riproponibile, visto il livello squallido con cui è proseguita.

Fatto sta alla fine i due sono stati chiamati il giorno dopo in Direzione, sospesi immediatamente e dopo 10 giorni licenziati per giusta causa.

L’Infermiere aveva contratto a tempo indeterminato, è padre di famiglia e ha una moglie disoccupata. La OSS ha subito trovato lavoro in un’altra struttura.

Chissà se quanto accaduto insegnerà loro a controllarsi meglio, fatto sta la Direzione non ha potuto far altro che rispettare il suo regolamento interno e dare un esempio concreto agli altri operatori e professionisti: il confronto è sempre costruttivo, lo scontro violento porta sempre guai. E i due ora lo sanno.