Surgeon writing down some operation notes
Pubblicità

Una Infermiera di sala operatoria si è licenzia perché stufa del suo lavoro e degli stipendi: “con 1400 euro al mese si fa la fame. Guadagniamo poco più di un OSS, che ne prende 1300”.

Si è messa in proprio e utilizzerà la sua esperienza professionale per scrivere libri sul settore. Cristina ha 45 anni e non farà più l’Infermiera. E’ stanca, delusa, mortificata dai mancati riconoscimenti sociali, culturali e sopratutto economici. Da oggi aiuterà il marito a gestire un noto ristorante del Forlivese collinare.

“Con 1400 euro e impegni lavorativi che sfioravano anche le 12 ore giornaliere, con riposi e ferie saltati, non c’era più vita. Dopo 21 anni di attività ho deciso di lasciare. Sono stanca, delusa. Fino al 2010 stavamo benissimo, si guadagnava bene. Il mio stipendio aveva un valore d’acquisto incredibile e con mio marito, modesto ristoratore, siamo riusciti anche a farci una bella villa. Dal Governo Monti in poi la crisi più profonda, prima ci rispettavano di più, facevamo gli straordinari, avevamo lunghi riposi e le ferie erano sempre garantite. I colleghi al lavoro erano molti più numerosi e vi era la possibilità di respirare. Ora è tutto un incubo. Eravamo costretti ad eseguire interventi chirurgici sotto stress. Molti di noi erano e sono in bornout. Quasi tutti lavoravamo senza alcuna lucidità e con terribile inerzia. Anche per difendere i nostri assistiti ho deciso di fare basta e di licenziarmi. Con la liquidazione sto aiutando a rilanciare il ristorante di mio marito. Almeno quello non va male, anzi ci dà le soddisfazioni che io non ho mai avuto nei miei 21 anni da Infermiera. Non potevo continuare con uno stipendio si 1400 euro al mese e vedere che un OSS ne guadagna 1300” – si sfoga Cristina.

L’Infermiera lavorava da 21 anni in una azienda sanitaria privata specializzata in interventi chirurgici osteo-articolari.

“Il mio sogno è quello di divulgare all’esterno la mia esperienza lavorativa, vorrei scrivere un libro sull’Infermiere di sala operatoria, raccontando ciò che accade durante un intervento chirurgico. Vorrei parlare delle emozioni e delle relazioni umane che si creano tra professionisti e tra professionisti e pazienti. Vorrei realizzare una sorta di romanzo basato su storie realmente accadute e soprattutto vissute” – conclude la nostra interlocutrice.

Non possiamo che augurarle un grosso in bocca al lupo e sperare in un suo ripensamento. In fondo fare l’Infermiera le piace da morire!

Se avete storie simili da raccontarci scrivete a [email protected].