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lunedì, Dicembre 6, 2021
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Andata e ritorno: i treni che donarono speranza a migliaia di bambini.

Numerosi i bambini del sud Italia nutriti dall’aristocrazia settentrionale in Emilia Romagna e Marche.

Era il 23 marzo del 1950 quando a San Severo a seguito di una diffusa e inquietante aria di malessere covata dai braccianti agricoli nei confronti delle istituzioni, per via di salari troppo bassi e per la sottomissione di grandi latifondi nelle solo mani di poche famiglie aristocratiche, che si giunse ad una rivolta, con conseguenti arresti di giovani, donne e padri proletari.

E’ il tempo di Giuseppe Di Vittorio, Cerignolano eletto il 4/06/1949 Segretario della federazione mondiale dei sindacati. La rivolta per via degli stessi motivi, interessò gran parte dell’area meridionale.

Molte erano le famiglie che vissero nello sconforto e nell’assoluta indigenza, molti i bambini, privati di un sostentamento alimentare, e lasciati ad un destino timoroso.

Da qui a poco si evincerà una sconvolgente storia dell’Italia del dopoguerra, già aggravata e devastata dai bombardamenti prima dagli alleati e poi dai nazisti in fuga, durante gli anni della guerra, di cui non vi è più memoria se non all’ interno di alcuni vagoni di treno, dove sia l’andata che il ritorno ha segnato emotivamente molti di loro.

Migliaia di bambini del sud Italia, privati per molti mesi dei loro familiari, furono mandati al Nord (Romagna e Marche) fino a scarcerazione dei loro genitori, accolti da altre famiglie facoltosi e generosi di tanto altruismo.

Cosi in contrasto con i preti del sud, che riempivano di pregiudizio il popolo, diffondendo la falsa notizia che” i comunisti mangiano i bambini”, che sia il PCI che la C.G.I.L. e l’unione donne, offrirono concreti aiuti ad una vasta e larga area sociale bisognosa.

Ne verrà fuori uno spaccato di vita sociale indescrivibile sul piano emotivo, ricco di storie sconvolgenti, sconcertanti dal punto di vista psichico e affettivo.

L’andata non è stata facile cosi come il ritorno.

Bambini che vissero nell’assoluta povertà si trovarono per alcuni mesi a vivere in un mondo a loro inimmaginabile pieno di benessere e attenzione, tanto che per molti di loro fu difficile ritornare a casa, mentre molti altri non vollero più ritornare.

Prof. Andrea Ruscittohttps://www.assocarenews.it/
Andrea Ruscitto nativo di Rignano Garganico vive a San Marco in Lamis, dove frequenta e consegue la maturità scientifica . Guida Turistica Archeologica e Ambientale –Regione Puglia. Consegue la laurea triennale in lettere moderne con tesi in sociologia dell’arte e della letteratura, dove discute anche di alcune sue opere pittoriche, consegue la Magistrale in Filologia e lettere moderne con tesi in Filologia e linguistica romanza, con particolare interesse sullo studio e sull’influenza del Latino sul cristianesimo. Attualmente docente di Letteratura italiana e Latino, si occupa da anni dello studio del colore con la produzione di opere d’arte su tela e materiali eterogenei, vanta di alcune mostre personali e collettive anche all’estero, nonché di recensioni da parte di critici d’arte come la Dott.ssa Sabrina Falzone. Collabora e ha collaborato con l’amico e giornalista dott. Angelo Del vecchio, con il quale ha pubblicato alcune sue storie sul libro “Racconti e leggende del Gargano“.
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