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E’ un progetto ambizioso ma presto si potrebbe dar vita alla prima Residenza Socio Sanitaria Assistita Diffusa (RSAD): anziani e disabili gestiti nelle proprie abitazioni in Puglia. Sarà a Gestione Infermieristica.

E’ una iniziativa a cui sta lavorando un gruppo di Professionisti Sanitari e Socio Sanitari fuori sede, ma originari del più piccolo comune del Parco Nazionale del Gargano, Rignano Garganico (FG). Presto si potrebbe dare vita alla prima RSAD, ovvero una Residenza Sanitaria Assistenziale Diffusa. Il primo esempio di assistenza sanitaria e socio-sanitaria integrata, di natura esclusivamente privata, che potrebbe prendersi cura di anziani e diversamente abili fisici e psichici direttamente nell’abitazione dell’assistito.

Per il momento il progetto è “top secret“, ma presto potrebbe essere presentato alla popolazione e agli Amministratori comunali per i dovuti rilievi e suggerimenti del caso.

L’ubicazione.

Rignano Garganico visto dall'alto.
Rignano Garganico visto dall’alto.

Rignano Garganico è un piccolo comune ubicato a 590 metri sul livello del mare. Conta poco meno di 2000 abitanti, di cui circa un 60% effettivamente residenti. Di questi circa il 60% hanno una età superiore ai 75 anni. Il paese conta anche su alcuni centenari e di decine di ultra-novantenni.

Il progetto.

Con la RSAD gli anziani restano ospiti nelle loro case e possono approfittare di momenti ludici-ricreativi con altri coetanei e con la popolazione.
Con la RSAD gli anziani restano ospiti nelle loro case e possono approfittare di momenti ludici-ricreativi con altri coetanei e con la popolazione.

La RSAD si impegnerebbe a fornire assistenza a 360° ad anziani non più auto-sufficienti e a diversamente abili che altrimenti sarebbero costretti al ricovero in strutture nosocomiali o di ricovero a lungodegenza.

Medici, Infermieri, Operatori Socio Sanitari e Professioni Sanitarie si metteranno a disposizione di chiede assistenza o di chi ne ha bisogno e non sa a chi chiedere.

Tutto il progetto si baserà sull’esperienza degli operatori rignanese fuori sede e coinvolgerà anche quelli residenti nel piccolo centro garganico.

Il percorso per la sua realizzazione è lungo, ma già da ieri sono iniziati i primi incontri per giungere ad un sintesi da cui partire.

La RSAD in pillole:

  • Sorveglianza sanitaria;
  • Gestione terapia farmacologica e non farmacologica;
  • Gestione attività visite ambulatoriali e servizio di accompagnamento;
  • Mensa diffusa;
  • Riabilitazione e Attivazione motoria e psichica;
  • Gestione lesioni cutanee semplici e complesse;
  • Attività domestico-alberghiera;
  • Igiene della persona;
  • Attività ludica e ricreativa di gruppo per la socializzazione e il ripristino delle attività residue.

I pro e i contro della RSAD:

  • L’ospite sarà gestito direttamente a casa e non sarà estrinsecato dal luogo dove ha sempre vissuto (PRO);
  • Il contatto con la famiglia di appartenenza sarà costante (PRO);
  • Sistema di allerta e sorveglianza mediante Centrale Unica Operativa (PRO);
  • Assistenza 24 ore su 24 su tre turni, ovvero Mattina, Pomeriggio e Notte (PRO);
  • Momenti di socializzazione comune (PRO);
  • Difficoltà logistiche dovute alla presenza di barriere architettoniche soprattutto nel centro storico (CONTRO);
  • Costi di gestione ridotti di almeno il 30% (PRO);
  • Riduzione sostanziale delle infezioni correlate all’assistenza (PRO).

I pro e i contro delle RSA classiche:

  • L’ospite è gestito in una struttura unica, tipo Casa di Riposo (CONTRO);
  • Il contatto con la famiglia non è costante e deve sottostare alle esigenze assistenziali della struttura e degli operatori (CONTRO);
  • Sistema di allerta e sorveglianza mediante Centrale Unica Operativa (PRO);
  • Assistenza 24 ore su 24 su tre turni, ovvero Mattina, Pomeriggio e Notte (PRO);
  • Momenti di socializzazione comune (PRO);
  • Assenza di logistiche (PRO);
  • Costi di gestione che vanno dai 1400 ai 1600 euro mensili a carico dell’ospite (CONTRO);
  • Alto rischio di infezioni correlate all’assistenza (CONTRO).

La differenza tra RSAD e RSA e sulla qualità dell’assistenza, sulla scelta di non privare del proprio passato e dei propri ricordi di vita gli ospiti e sul risparmio per il paziente o la sua famiglia dovuto all’abbattimento della retta.

Ne sapremo di più nelle prossime settimane. Stay tuned!