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Buscopan Antiacido sospeso dall’Agenzia Italiana del Farmaco. Protesta Forza Italia.

Buscopan Antiacido sospeso dall’Agenzia Italiana del Farmaco. Protesta Forza Italia.

? ? Alcuni lotti di Buscopan Antiacido (contenente ranitidina) sospesi dall’Agenzia Italiana del Farmaco. Sono un pericolo per la salute. Ritiro e divieto d’uso ranitidina, Marchetti (FI): «Dopo il blocco Aifa quali le azioni della Regione? E quanti i pazienti trattati nel 2018?»

Si allunga la lista dei lotti di farmaci per trattare problemi gastrici e contenenti il principio attivo ranitidina, fermati in via precauzionale a causa della presenza di una impurità considerata potenzialmente cancerogena. Con l’ultimo provvedimento pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), arrivano a quota 700 e vi rientrano anche 13 lotti di Buscopan Antiacido.

Lo scorso 20 settembre è stata diffusa una prima lista di lotti di farmaci con il principio attivo ranitidina prodotto dall’officina SARACA LABORATORIES LTD in India, ritirati in quanto contenti la N-nitrosodimetilammina (Ndma). Con il nuovo aggiornamento, passano da 195 a circa 700 i lotti di farmaci ritirati in via precauzionale, in attesa di accertamenti: tra questi 13 lotti di Buscopan antiacido da 75 mg in compresse effervescenti con scadenza il primo maggio 2021.

Nella lunga lista si trovano inoltre 34 lotti di Zantac tra compresse, fiale e sciroppo. E, ancora, tra gli altri, 22 lotti di Ranibloc, diversi lotti di Raniben, Ranidil, Ulcex, Ranitidina Zentiva, Ranitidina Hexa. La lista completa è sul sito dell’Aifa.

Interrogazione del Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti: «Tra quelli ritirati anche lotti con scadenza all’oggi e tra due mesi»

Maurizio Marchetti (FI), consigliere regionale toscano.
Maurizio Marchetti (FI), consigliere regionale toscano.

«Sono farmaci comuni contro i fenomeni legati all’acidità di stomaco tra Ranidil e generici, Zantac, Ulcex e Buscopan antiacido e il loro uso è stato vietato dall’Agenzia italiana del farmaco poiché il loro principio attivo, la ranitidina, presentava impurezze di una sostanza definita come potenzialmente cancerogena. Ebbene: dopo il provvedimento la Regione cosa ha fatto per informare i pazienti e supportare farmacisti e medici? E quanti toscani, nel 2018, hanno assunto questi medicinali così diffusi?».

Questa la sostanza dell’interrogazione presentata dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti per fare il punto sulla portata del coinvolgimento toscano nel provvedimento assunto da Aifa in via precauzionale il 20 settembre scorso.

«Ho scorso gli elenchi sia dei 197 lotti ritirati dal mercato che dei farmaci il cui uso è stato vietato in via precauzionale. Ci sono lotti con scadenza adesso, al 30 settembre. Altri al 30 novembre. E poi su su ma sempre anche con scadenze assai ravvicinate. Facile intuire quanto alta sia la possibilità che questi farmaci siano già stati commercializzati e assunti. Da quanti pazienti, in Toscana? Questo chiedo alla Regione da cui mi aspetto azioni di informazione specifica a seguito del provvedimento nazionale, dal momento che i medicinali in questione hanno un’alta frequenza d’uso», spiega Marchetti.

Ma cosa è capitato a questa molecola? La stessa cosa accaduta l’anno scorso al Valsartan, su cui lo stesso Marchetti aveva anche in quell’occasione domandato alla giunta toscana la ricaduta regionale dello stop a quei farmaci: «E’ stata rilevata – scrive Aifa – la presenza, in alcuni di questi lotti, di un’impurezza denominata N-nitrosodimetilammina (NDMA) appartenente alla classe delle nitrosammine, già rilevata nel 2018 in una classe di farmaci anti-ipertensivi» e «classificata come sostanza probabilmente cancerogena per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)».

«Aifa invita i cittadini trattati e soprattutto in trattamento a recarsi dal proprio medico di base. Ma i toscani lo sanno? La Regione ha messo in campo misure di informazioni o front office dedicate al fenomeno e rivolte a pazienti, farmacisti e medici? E quanti sono i toscani che nel 2018 hanno assunto questi medicinali tanto comuni?» Questo ciò che Marchetti domanda alla giunta, invitata a rispondere in forma scritta.

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