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La lettera di Teresa (OSS in sala operatoria) ci fa riflettere: “costretta a fare la strumentista per mancanza di Infermieri, ma ho paura”.

Caro Direttore di AssoCareNews.it,

mi chiamo Teresa Caracallo e sono una Operatrice Socio Sanitari di 34 anni. Da tre anni lavoro in sala operatoria in una nota azienda pubblica in Lombardia. Le scrivo sia perché sono una sua assidua lettrice, sia perché voglio raccontarle di quanto mi sta accadendo e che non mi fa dormire la notte.

Per carenza di Infermieri in sala operatoria chiedono a noi OSS di strumentare. Ci hanno formati tutti per una settimana e ci hanno messo al fianco del Chirurgo. In sala poi ci sono sempre l’Infermiere Responsabile e l’Infermiere Anestesista che ci danno una mano.

All’inizio la cosa mi entusiasmava, poi però mi sono un po’ intimorita: chi ci garantisce che sia tutto corretto? Chi tutela noi Operatori Socio Sanitari in caso di errore?

Ho posto queste domande al Coordinatore Infermieristico e mi ha risposto chiaramente: “qui siamo in emergenza Covid non abbiamo tempo per pensare, tutti i giorni tutti noi rischiamo e rischiamo la vita; se non ti va chiedi di cambiare Unità Operativa”.

Ora ho veramente paura, anche perché qualcuno ha iniziato a parlare di possibili denunce per abuso di professione Medica o Infermieristica.

Come mi devo comportare? Aspetto una vostra risposta. Grazie anticipate.

Teresa Caracallo, OSS

 


 

Carissima Teresa,

grazie per la stima. Lei si è già risposta da sola: quello che sta facendo è un chiaro abuso di professione altrui. Già da oggi stesso io mi rifiuterei di andare oltre e tornerei alle mansioni da OSS, senza distanziarmi da esse mai. Non esiste emergenza Covid che tenga. Quindi si tuteli e tuteli soprattutto gli Assistiti. Continui a seguirci.

Angelo Riky Del Vecchio, Direttore Quotidiano Sanitario AssoCareNews.it

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Le mansioni dell’Operatore Socio Sanitario.

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