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La missiva di un lettore riapre la discussione sul futuro della professione infermieristica in Italia in piena Emergenza Coronavirus. Verso dove stiamo andando e soprattutto siamo veramente consapevoli di essere Infermieri?

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

vi seguo da anni, come seguo anche altre riviste telematiche simili alla vostra. In questo momento delicato per l’Italia e per il mondo, afflitti dal Coronavirus è necessario sederci e riflettere su quale e come sarà il nostro futuro. Da tempo noto che siete gli unici a dare spazio alle storie, a raccontare ciò che accade veramente nelle corsie dei reparti e sul territorio. La sensazione che si ha leggendo anche i commenti ai vostri post sui social-network è che ci troviamo di fronte ad una professione infermieristica non proprio consapevole del proprio essere.

Si leggono proteste, mai proposte. Chi legge o fa finta di farlo si ferma solo al titolo o all’introduzione, ma non entra nel profondo di quello che raccontate quotidianamente. Dal punto di vista sociologico e antropologico state facendo un ottimo lavoro. Infischiatevene delle critiche, perché state scrivendo la storia attraverso le vicissitudini di chi la professione la vive sul serio e continua a confrontarsi quotidianamente con Medici, Professioni Sanitarie, Operatori Socio Sanitari, Pazienti e loro Pazienti, senza escludere i Coordinatori Infermieristiche e le Dirigenze, passando per i sindacati e per le componenti politiche.

Non vi fermate, parlare delle problematiche della base può solo far bene. Come accennavo poco fa ho un serio dubbio: gli Infermieri e gli Infermieri Pediatrici italiani sono veramente consapevoli di essere dei professionisti? Io ci credo poco, vedo gente avvilita, offesa, stanca, delusa. Gli stipendi sono miseri, i Master servono a poco, entrare alla Magistrale o tentare il colpaccio del Dottorato di Ricerca è sempre più proibitivo. Che ci resta? Poco, molto poco.

Non vi tedio più di tanto, ho voluto solo rendervi consapevoli del mio punto di vista sulla professione. Invece di litigare cerchiamo di diventare una vera famiglia professionale e di puntare alla crescita di tutti.

Il Coronavirus deve insegnarci a ripartire.

Buona giornata.

Riccardo, Infermiere.