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Riceviamo e pubblichiamo la lettera della Docente Infermiera Lucia Gigli al Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi dopo l’approvazione del D.M. 82/2020 che dà spazio ai Medici nei CDL di Infermieristica.

Caro Ministro Manfredi,

credo che Lei non abbia letto con attenzione il nostro Codice Deontologico (ultima revisione approvato dalla FNOPI il 12-13 aprile 2019). Beh! Innanzitutto l’assistenza infermieristica è solo ed esclusivamente attività infermieristica, per cui mi meraviglio che altra professione sanitaria sia in grado di insegnarla.

Nessuno si arroga il diritto di insegnare la medicina ad un medico se non un medico stesso, o ad un ingegnere le materie inerenti all’ingegneristica. Inoltre vorrei richiamare la sua attenzione ad alcuni articoli del Codice Deontologico:

  • Art. 1: […] Si pone come agente attivo ne contesto sociale a cui appartiene e in cui esercita, promuovendo la cultura del prendersi cura e della sicurezza”.
  • Art. 2: […] Le sue azioni si sviluppano nell’ambito della pratica clinica, dell’organizzazione, dell’EDUCAZIONE E DELLA RICERCA.
  • Art. 8: L’Infermiere, nei diversi ruoli, si impegna attivamente nell’EDUCAZIONE e FORMAZIONE PROFESSIONALE degli STUDENTI e nell’inserimento dei nuovi colleghi.
  • Art. 9: L’Infermiere riconosce il VALORE DELLA RICERCA SCIENTIFICA e della sperimentazione. Elabora, svolge e partecipa a percorsi di ricerca in ambito clinico, assistenziale, organizzativo e formativo, rendendone disponibili i risultati.
  • Art. 10: […]PIANIFICA, svolge e partecipa ad attività di formazione […]. Nessuno vuole togliere niente a nessuno!

Sono una vecchia infermiera, nata con la scuola professionale e riqualificata con laurea e master, inoltre sono DOCENTE A CONTRATTO (si ha capito bene) del Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università di Firenze.

Ho vissuto il “mansionario” e sto cercando di fare capire ai miei studenti quanto sia importante la visione poliedrica e prospettica della nostra professione.

Ripeto “SENZA TOGLIERE NIENTE A NESSUNO!” credo nell’infermieristica e penso che ci crederò sempre.

La mia professione è quella di prendersi cura di una persona e non di fare diagnosi cliniche o prescrizione farmacologiche.

Caro Ministro, a mio modesto dire Le chiederei cortesemente di riprendere in mano quanto da Lei scritto, rivederlo e non per affossarci, ma cercando di sostenerci, con i nostri principi di “prendersi cura” in un sistema collaborativo con le altre figure professionali sanitarie.

I miei cordiali saluti e scusi se mi sono dilungata.

Lucia Gigli – Docente a Contratto CDL Infermieristica UNIFI