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Stipendi minimi netti di 2000 euro al mese per chi non ha esperienza e riconoscimenti economici-professionali per chi continua a formarsi e si è specializzato o è esperto in un determinato settore dell’assistenza. Sarà la svolta per Infermieri, Ostetriche e Professioni Sanitarie?

Basta pensare solo ed esclusivamente ai circa 500 dirigenti attuali, gli altri 630.000 professionisti sanitari meritano i dovuti riconoscimenti. Uscire dal comparto sanità ed entrare nei cosiddetti “Quadri dirigenti” è d’obbligo. Per farlo occorre superare vari step. Il quotidiano nazionale AssoCareNews.it e il movimento culturale #Infermieriallordine si batteranno perché la politica e le Federazioni ordinistiche cambino rotta e abbiano il coraggio di ammettere ciò che i Cittadini hanno già capito da anni: senza gli Infermieri e senza le Professioni Sanitarie il SSN implode su se stesso.

E se un giorno facessimo sciopero tutti assieme e paralizzassimo lo Stivale Italico?

Non è una lotta contro i Medici e gli Odontoiatri la nostra, ma l’inizio di una battaglia di civiltà. Se un giorno Infermieri, Infermieri Pediatrici, Ostetriche e Professioni Sanitarie decidessero di fare sciopero e di paralizzare l’Italia la politica finalmente si renderebbe conto di cosa sta accadendo nelle corsie e sul territorio, nei luoghi di cura e lungo le strade dell’emergenza, a casa dei Pazienti e là dove è importante la presenza dei sanitari.

La Dirigenza Infermieristica e delle Professioni Sanitarie, però, non deve continuare ad essere succube di quella Medica.

Il problema è tutto esclusivamente italiano. La sindrome del brutto anatroccolo, diciamocela chiaramente, colpisce un po’ tutta la dirigenza infermieristica, ostetrica e delle professioni sanitarie. E’ raro vedere un dirigente che non sia succube oggi della Direzione Amministrativa o Sanitaria di un’azienda. Chi dovrebbe tutelare le professioni non lo sta facendo (non tutti per fortuna). Lo si vede dopo i Concorsi, solo per fare un esempio, quando il personale viene inviato a casaccio nei reparti, senza minimamente chiedersi se il collega o la collega vuole lavorarci o si sente preparato per farlo e senza fornire loro i tempi tecnici e formativi per prepararsi. I Medici decidono per tutto e per tutti. Ma c’è chi, credendosi arrivato, tratta la base come bassa plebe, ignorando il suo percorso professionale e rinnegando le sue origini. E peggio, c’è chi oggi fa il Dirigente senza mai aver lavorato un’ora nelle corsie delle unità operative, credendo di sapere come funziona il lavoro e come devono essere trattati i lavoratori.

Le proposte di AssoCareNews.it e di #Infermieriallordine.

Per arrivare ad una svolta occorre superare diversi passaggi (durante il 2020 ci occuperemo strettamente dei singoli argomenti):

  1. fuoriuscita dal Comparto Sanità;
  2. riconoscimento effettivo delle competenze acquisite;
  3. liberalizzazione della Laurea Magistrale, rendendola accessibile a tutti e non a pochi fortunati;
  4. liberalizzazione dei Dottorati di Ricerca, rendendoli accessibili a chiunque voglia dedicarsi a questo settore;
  5. avvio effettivo dei Master Specialistici anche per Infermieri e Professioni Sanitarie;
  6. riconoscimento dei Master già conseguiti (perché chi ha studiato non venga penalizzato);
  7. riconoscimento delle esperienze, soprattutto nei settori non disciplinati dai Master o da Corsi di formazione;
  8. riformulazione di tutti i percorsi formativi universitari e post-universitari attuali, con particolare attenzione alle Università Telematiche (che devono essere maggiormente controllate);
  9. ingresso nell’Area dirigenziale sanitaria;
  10. parificazione degli stipendi a quelli minimi dei Medici e degli Odontoiatri (si deve necessariamente partire dai minimi dei Medici specializzandi, i fondi ci sono e lo Stato può investire in tale settore).

Per farlo occorrerà camminare fianco a fianco con le Federazioni ordinistiche (FNOMCeO, FNOPI, FNOPO e FN TSRM PSTRP), con i Sindacati, con le forze politiche sensibili (o da sensibilizzare) all’argomento, con i mass-media di settore e con quelli generalisti.

Si possono avere divergenze di vedute, ma occorre imparare a fare sistema e soprattutto a rispettarsi tra professionisti che hanno a cuore l’interesse supremo della salute del Cittadino.

Il coraggio di farcela.

Come per la sindrome del brutto anatroccolo dei Dirigenti Infermieri, Ostetrici e delle altre Professioni Sanitarie, anche i componenti della base soffrono di una sorta di “inferiorità culturale“. Si sentono brutti, non capiti, non considerati, bistrattati da tutti e incapaci di reagire. Ma è proprio quando si tocca il fondo del barile che occorre tirarsi su, fare una piroetta su se stessi e uscire fuori urlando il proprio disagio e dicendo chiaramente basta ad anni di sfruttamento, deprofessionalizzazione e di burnout coatto.

Riusciamo a prendere esempio da ciò che è successo o sta succedendo in Francia e riusciamo a scendere in piazza facendo pressione attraverso i  social-media (ma senza scadere nel ridicolo)?

Cosa ne pensate? Scrivete a: [email protected]