Tangenti per il caro estinto: le Aziende sanitarie sapevano? Manca regolamento anticorruzione!

Tangenti per il caro estinto: le Aziende sanitarie sapevano? Manca regolamento anticorruzione!
Tangenti per il caro estinto: le Aziende sanitarie sapevano? Manca regolamento anticorruzione!

Tangenti, arresti e denunce a Bologna: la FIALS scende in campo per dire basta!

Sugli arresti nell’ambito dell’inchiesta intitolata “Mondo sepolto” arriva ora la dura presa di posizione della segreteria provinciale della FIALS di Bologna che scende in campo per denunciare la mancanza di un regolamento anticorruzione. Lo fa con attraverso una nota del segretario Alfredo Sepe.

“Le Aziende Aosp e Usl hanno grandi responsabilità per non aver mai messo in campo tutto il regolamento Anticorruzione (come richiesto e accettato dalla Usl di Imola) – spiega Sepe ad AssoCareNews.it – Fials ha chiesto in più occasioni l’attivazione del regolamento Anticorruzione sulla camera mortuaria, i lavoratori non ruotavano e non si dava attuazione nemmeno alla mobilità interna ( come per altri reparti) la lista dei lavoratori era lunga ma non venivano mai chiamati ( non se ne conoscono i motivi). Le Direzioni Generali devono chiarire la loro posizione, individuare le responsabilità del dirigenti responsabili, visto che ne vale il buon nome della sanità bolognese”.

Sulla questione riferiamo anche in un precedente servizio dove si chiarisce che nessun Infermiere è stato implicato nella vicenda.

Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza Aziendale 2019 – 2021

Azienda Sanitaria Locale di Imola

Con la Deliberazione n. 13 del 15.1.2019 si è approvato il Piano di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza aziendale, che copre il periodo 2019-2021, la cui realizzazione ha impegnato, per molti mesi, oltre che il responsabile dell’anticorruzione e della Trasparenza, la DG e tanti dirigenti e collaboratori di tutte le strutture aziendali. Si ritiene utile , quindi, fornire alcuni criteri utili per una proficua lettura, per tutti i colleghi, soprattutto di area assistenziale e sanitaria, che per formazione e professionalità espletata in azienda, possono trovare di difficile comprensione le novità introdotte ed i criteri adottati.

Ciò premesso, si precisa che, nel corso del 2018, come ampiamente riportato nel Piano ( pag. 12 – 39), nell’Azienda USL di Imola sono state realizzate la totalità delle azioni previste nelle Aree a Rischio.
Pertanto, un più concreto rispetto ed assimilazione del contenuto del Piano, non potrà che migliorare nel tempo la consapevolezza del proprio comportamento professionale in tutti i gangli dell’Azienda, per rafforzare il senso di appartenenza e, quindi, favorire un “rendimento istituzionale” più trasparente e adeguato alle esigenze di “fidelizzazione” dei nostri cittadini.

Il rischio corruttivo, com’è noto, va inteso come la combinazione di due eventi: In primo luogo, la probabilità che un evento accada e che esso sia idoneo a compromettere la realizzazione degli obiettivi dell’organizzazione; in secondo luogo, l’impatto che l’evento provoca sulle finalità dell’organizzazione una volta che esso è accaduto.

Un primo criterio consigliato per una proficua lettura e comprensione dei documenti, deve essere quello di comparare, ad esempio, le attività identificate come a potenziale rischio di comportamenti devianti/corruttivi, nelle UU.OO. mappate e descritte nelle tabelle riassuntive del Piano anticorruzione, con le specifiche prescrizioni comportamentali in capo a dirigenti e dipendenti, individuate nel Codice di Comportamento aziendale in essere.
Alla luce dei riscontri effettuati nel 2018 e delle ultime disposizioni del PNA (Piano Nazionale Anticorruzione), di cui alle Deliberazioni dell’ANAC n. 831 del 3 agosto 2016 e n. 1.074 del 21.11.2018, nell’attuale Piano, come si può constatare ( pag. 41 – 108), si è proceduto ad una migliore razionalizzazione delle attività/processi declinate nella mappatura, alla loro più pregnante afferenza alle aree/organizzative /UUOO ed ai Direttori/Referenti, per definire in modo più puntuale sia la gestione del rischio, sia l’impatto delle azioni previste sull’organizzazione aziendale.
Si è confermato il già incisivo monitoraggio ed una più estesa verifica a campione con la predisposizione, nella griglia, di una ulteriore colonna che prevede tempi “tassativi” di monitoraggio e di trasmissione degli esiti al responsabile anticorruzione

e trasparenza da parte dei Direttori/Referenti, con conseguenze , a cascata in caso di omissione, di natura disciplinare e sulla retribuzione di risultato.
Pertanto, per le cosiddette “Aree a rischio generale”, per ogni Area organizzativa e/o UUOO dell’azienda, sono state ritenute attività ad elevato rischio di corruzione tutti i procedimenti riportati nelle tabelle del Piano, tenendo conto, precipuamente, di:

1)  Autorizzazioni;

2)  Pareri vincolanti e certificazioni; 

3)  Concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi finanziari;

4)  Scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta ai sensi del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

5)  Concorsi e prove selettive per l’assunzione di personale e per la progressione di carriera.

6)  Procedure conferimento incarichi Affari legali e contenzioso; 

7)  Gestione delle entrate e delle spese e del patrimonio (certificazione PAC).

Si è proceduto, inoltre, in ragione della specifica natura sanitaria dell’Azienda, ad individuare le attività ritenute più a rischio di fenomeni corruttivi nell’ambito delle Articolazioni Tecniche ed UU.OO. Clinico/Assistenziali denominate “Aree a Rischio Specifiche”:

1) Gestione delle liste di attesa;

2)  Rapporti con gli informatori scientifici del farmaco;

3)  Sperimentazioni e sponsorizzazioni;

4)  Esercizio dell’attività libero professionale intra-muraria;

5)  Controllo e verifica sulle autocertificazioni relative all’esenzione dal pagamento del ticket;

6)  Attività conseguenti al decesso in ambito intra-ospedaliero;

7)  Attività inerenti il controllo preventivo delle richieste e la successiva autorizzazione nelle materie di acquisto in esclusiva di apparecchiature biomediche e dispositivi assistenziali.

8)  Rapporti contrattuali con privati accreditati.

Si sono, infine, accentrati gli obblighi di verifica/monitoraggio e controllo a “campione” sulle attività/processi mappati, eliminando duplicazioni di attività per le azioni di contrasto in capo a diverse UU.OO. nell’intento di evitare controlli autoreferenziali soprattutto nelle attività clinico/assistenziali ed in quelle afferenti il Dipartimento di Sanità Pubblica.

Tutti i Direttori/Referenti ed i dirigenti/collaboratori, possono agevolmente individuare queste attività nella relativa tabella di mappatura del proprio Dipartimento o UU.OO. quindi, conformarsi al rispetto della normativa anticorruzione.

Particolare attenzione, da parte di tutti i dipendenti, dovrà essere effettuata in relazione alle conseguenze disciplinari relative alla violazione di quanto previsto sia dal Piano anticorruzione sia dal complementare Codice di Comportamento aziendale in vigore. L’obbligatorietà della piena realizzazione di quanto previsto, riguarda non solo il responsabile dell’anticorruzione aziendale ma, ancora di più, i Referenti/Direttori individuati quali attori delle azioni di contrasto all’illegalità, e comprende tutti i collaboratori individuati nelle attività/processi mappati.

Tali obblighi, risultano ancora più marcati in relazione agli obiettivi di “Integrità e Trasparenza” previsti nell’apposita “Sezione” del Piano, in ragione dell’obbligo di completezza delle informazioni pubblicate, della qualità dei dati e del loro aggiornamento sul sito aziendale in capo ai Responsabili individuati nell’allegato tabulato.

L’accertamento di comportamenti difformi non concede alcuna discrezionalità all’Azienda in ordine all’attivazione di eventuali procedimenti disciplinari.

Va aggiunto che la realizzazione delle azioni di contrasto concordate con i Direttori/Referenti, previste nel Piano, verranno verificate sulla base della loro concreta attuazione, per obbligo di legge, dal responsabile dell’anticorruzione e il loro mancato assolvimento, così come previsto dal Piano aziendale della “Performance”, comporterà una significativa diminuzione percentuale del raggiungimento degli obiettivi definiti in sede di negoziazione di budget, ai fini del riconoscimento della retribuzione di risultato.

Pertanto, invito i colleghi ad una lettura completa degli atti pubblicati.

Il Responsabile Anticorruzione e Trasparenza Aziendale

Luigi Infelise

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