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Per il Sindaco di Lentini (Siracusa), Saverio Bosco gli angeli in camice bianco, ovvero Medici, Infermieri, OSS e Professionisti Sanitari, devono tornare al Sud. Basta tenerli prigionieri al nord.

Il sindaco di Lentini, Saverio Bosco, è stato emblematico: “basta tenere incatenati i nostri eroi in camice bianco al Nord; Medici, Infermieri, OSS e operatori delle altre Professioni Sanitarie e Socio-Sanitarie devono tornare al Sud“. Il messaggio è diretto a premier Giuseppe Conte, che proprio ieri ha ricevuto la missiva del primo cittadino siciliano.

A darne notizia sono i colleghi di SiracusaNew.it.

Occorre sbloccare le mobilità e permettere i trasferimenti rapidi a tutti i professionisti sanitari e socio-sanitari che vogliono ritornare nel Meridione per stare vicini ai propri cari. In un momento così difficile per le famiglie e per l’Italia i ricongiungimenti sono la parola d’ordine, peccato che non sia così per chi combatte in prima linea contro il Covid-19.

Bosco, in una lettera inviata al primo ministro Conte e ai ministri della Salute Roberto Speranza e per il Sud Giuseppe Provenzano per chiedere l’attuazione del Piano di mobilità straordinario per il personale sanitario originario del Mezzogiorno d’Italia, impegnato in prima linea negli ospedali del nord, per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Per loro si sono sprecati gli appellativi, “angeli in camice”, “i nuovi eroi”, “la parte migliore dell’Italia”, a loro abbiamo dedicato applausi dai balconi, abbiamo fatto suonare le sirene delle forze dell’ordine per ringraziarli dell’estenuante lavoro svolto, mentre noi eravamo costretti a stare casa, al sicuro, loro rischiavano il contagio e la vita in corsia, lontani dagli affetti più cari, prendendosi cura dei pazienti colpiti dal coronavirus.

“Non si può non notare, che dietro i camici e le mascherine di questi nuovi “eroi”, ci sono i volti dei nostri migliori giovani, tantissimi infermieri, medici, assistenti, poco più che trentenni, che hanno dimostrato di far parte di una generazione, forse troppo sottovalutata e bistrattata – si legge – Non si può, inoltre, non notare che nella maggior parte dei casi si tratta della “meglio gioventù” meridionale, che si trova a combattere in corsia, lontana da casa e dai propri affetti. Da trent’anni a questa parte, per i “cervelli in fuga” che hanno arricchito la sanità lombarda, veneta, emiliana, non c’è stato posto negli ospedali della Sicilia, della Calabria, della Basilicata, della Campania, della Puglia, prima li abbiamo formati, poi li abbiamo praticamente cacciati via”.

Inutile, oggi, analizzare le cause degli emigrati al Nord, anche considerato che il presidente Conte è pugliese, il ministro Speranza è Lucano, il ministro Provenzano e il presidente della Repubblica sono siciliani. Ma le parole di Bosco vogliono essere solo l’incipit di ogni proposta politica economica mirata a ricucire la frattura tra Nord e Sud, che dopo questo terremoto Economico, rischia di aggravarsi in maniera irreversibile.

Negli ultimi 10 anni la spesa per gli investimenti ordinari per la Pubblica Amministrazione è passata da 21 miliardi di euro nel 2008, a 10,3 miliardi nel 2018. Negli ultimi 15 anni 615.000 giovani hanno lasciato il meridione e 240.000 laureati hanno trovato posto al nord, all’estero.

“Tra questi vi sono i nostri eroi, ed è il momento di passare dai ringraziamenti, dalle parole ai fatti – conclude il sindaco Bosco – L’unico modo che abbiamo per ringraziarli, per ciò che hanno dimostrato e continuano a dimostrare in “trincea” contro il Covid, è una norma speciale che preveda l’assunzione o il trasferimento nelle regioni di origine, questo sarebbe per loro più importante di qualunque medaglia. Facciamo ripartire l’Italia dal Sud, investiamo sui nostri “migranti” meridionali dando loro la possibilità di crescere professionalmente nelle regioni del Mezzogiorno, facciamo ripartire l’Italia investendo sulla nostra sanità pubblica e sulla nostra Pubblica Amministrazione, trasformiamo la crisi in opportunità”.

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