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FIALS. All’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo forte delusione tra personale Amministrativo e Tecnico.

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Lettera aperta della FIALS alle dirigenze dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo: forte delusione tra personale Amministrativo e Tecnico per mancate indennità Covid.

La FIALS di Bergamo scende in campo a difesa del personale Amministrativo e Tecnico dell’ASST Papa Giovanni XXIII. Lo fa con una lettera aperta firmata dal segretario provinciale del sindacato delle autonomie locali e della sanità Alfredo De Marchi.

Anche loro sono eroi alla stregua di Medici e Infermieri, perché pur se con ruoli diversi hanno partecipato alla guerra acerrima contro il Covid-19. Oggi però, a dire della FIALS, sembrano essere solo i figli di un Dio minore e non hanno ricevuto alcuna indennità aggiuntiva.

La Lettera della FIALS bergamasca.

Al Direttore Generale ASST PG XXIII (BG)
Gent.ma Dr.ssa Maria Grazia Stasi

Al Direttore Amministrativo
Gent.ma Dr.ssa Avv. Monica Anna Fumagalli

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Egr. Dr. Mario Draghi

Al Ministro della Salute
Egr. Dr. Roberto Speranza

Al Vice Presidente –Assessore al Welfare
Gent.ma Dr.ssa Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti

E.pc. Al Segretario Generale FIALS
Egr. Dr. Giuseppe Carbone

Loro Sedi.

“LETTERA APERTA – PERSONALE AMMINISTRATIVO E TECNICO ASST PG.23”.

La scrivente Segreteria Provinciale della Federazione Sindacale Autonomie Locali e Sanità della Provincia di Bergamo, nella persona di Alfredo De Marchi, in qualità di Segretario Pro tempore, avvalendosi del ruolo di mediatore Istituzionale rimesso al Sindacato, desidera rendere partecipi gli illustri interlocutori in indirizzo, sulla vicenda di seguito ricondotta.

La presente nota vuole evidenziare in maniera ferma ed incisiva il malumore (da noi condiviso) del personale Amministrativo e Tecnico del personale afferente al comparto che opera nelle strutture Sanitarie della nostra Provincia.

Nel caso in esame specificamente riferito all’azienda A.S.S.T PG23 (BG) .E’ palesemente inconfutabile che dalle disposizioni Legislative emanate dalle autorità Nazionali, Regionali e Aziendali, i lavoratori del suddetto personale vengono considerati come: “I figli di un Dio minore”.

Il personale amministrativo e Tecnico si sente sempre più Umiliato e Offeso di fronte all’evidenza dei fatti.

In loro serpeggia un crescente malcontento, come una fiammella che leggera inizia a bruciare per poi diventare un incendio che divampa e si allarga a macchia d’olio in qualsiasi realtà e struttura Ospedaliera.

La Fials, non accetta passivamente l’evidente discriminazione ordita nei loro confronti.
In questi ultimi due anni, tutto il personale ha profuso il massimo sforzo, al limite dell’impossibile, è stato faticoso e massacrante (purtroppo, non solo in senso retorico) per il personale di tutte le categorie e profili di appartenenza.

Provano ripugnanza e rabbia nell’apprendere che, la classe politica e gli organi di stampa, esaltano il valore soltanto per Medici e Infermieri, definendoli (giustamente, ma con sospetto opportunismo politico clientelare) eroi.

Mentre il personale amministrativo è miseramente trascurato, nonostante i lavori estenuanti, ai quali sono quotidianamente tenuti in ragione del loro ruolo. Esposto ai continui cambi di regolamenti interni ed esterni, alla apertura e chiusura di agende piene di pazienti, a contatto con il pubblico, ad orari di lavoro massacranti per sopperire al sotto-dimensionamento degli organici, alle numerose malattie che non solo hanno decimato il personale Sanitario, ma anche quello tecnico e amministrativo. E’ innegabile riconoscere che lavorare negli ospedali, specie in questi periodi, è diventato sempre più pericoloso, non a caso anche tra il personale Amministrativo è paurosamente serpeggiato il terribile Virus, rivelatosi in alcuni casi anche Letale.

Perché l’indennità di rischio Covid non é stata erogata – senza distinzioni di qualifica o ruolo ricoperto – a tutto il personale dipendente?

Con nota della Direzione Sanitaria e Amministrativa, è stato disciplinato in maniera confusa, pasticciata e unilaterale il modo del godimento delle ferie anno 2021. Nulla da eccepire in merito allo smaltimento delle stesse entro il 31 dicembre 2022.

Sconcerta rilevare l’inaudita insofferenza e superficialità che traspare dalla direttiva da ultimo emanata, inopinatamente disattesa dai responsabili amministrativi, che impone lo smaltimento delle Ferie, entro e non oltre il 28 febbraio.

Successivamente, in data 11/02/22, con ulteriore rettifica viene puntualizzato che eventuali deroghe al periodo imposto possono essere concesse a discrezione del coordinatore.

Lecito a questo punto dubitare sulle capacità gestionali di soggetti che avvalendosi del ruolo ricoperto per porre in atto un improprio abuso di potere discrezionale nell’interpolare a proprio piacimento e convenienza una disciplina contrattuale.

Fondata appare la doglianza in ordine alla legittimità di disporre d’ufficio riposi e giorni di ferie diversi da quelli desiderati e richiesti dal dipendente. E’ inaccettabile ed anti giuridico ledere il sacrosanto diritto costituzionalmente garantito di programmare per tempo la libera organizzazione del proprio tempo di non lavoro; allorché non venga salvaguardata la soggettiva e fondamentale funzione di permettere al lavoratore la reintegrazione delle energie psicofisiche al bisogno.

Nella fattispecie in esame, il pretore di Milano con sentenza 16/06/96, ha perfino ritenuto contrastante con i principi e la finalità dell’istituto. Contrasta inoltre con il CCNL, con l’articolo 36 comma 3 e trentadue della Costituzione e art.2087 del codice di procedura civile, in aggiunta alle prescrizioni contenute nell’art. 10- ex D.lgs 66/2003.

Principi questi che trovano conferma nell’ormai consolidata Giurisprudenza Giuslavorista più volte espressasi in materia.

Pur nella consapevolezza che l’azienda deve organizzare le ferie tenendo conto delle esigenze di servizio, ma non può farlo in modo ingiustificatamente e sfrontatamente vessatorio ed autoritario. Avvertendo che avanziamo ampie riserve di agire a norma di Legge nei confronti di coloro che adottano provvedimenti che appaiono una sorta di Apodittico e Perentorio Editto.

“Suscita Sconcerto e Indignazione rilevare che”:

  • Durante la pandemia anno 2021, tamponi salivari volontari erano assicurati gratuitamente a tutto il personale, un tampone il mese, a oggi non è più così.
  • La direzione, ha inopinatamente sancito che solo gli operatori sanitari potranno continuare a usufruire gratuitamente dei tamponi salivari, mentre il restante personale, deve rivolgersi a strutture esterne, previo pagamento.

Due pesi e due misure che, inevitabilmente accentuano ancor di più il malcontento che serpeggia sovrano nei corridoi di tutta la realtà Aziendale.

“Conclusioni”.

Per le ragioni suesposte, invitiamo l’alta Dirigenza aziendale, ad accertare la fondatezza di quanto portato alla nostra attenzione, e se ciò corrispondesse al vero, intimiamo di adottare i dovuti provvedimenti che il caso di specie richiede.

Da ultimo, ma non di minore importanza, nel comune interesse della collettività, invitiamo la direzione Generale, di estendere a tutto il personale dipendente la possibilità di eseguire uno screening di controllo salivare, senza distinzione di ruolo o categoria.

Avverto che, quale ora la presente richiesta non fosse accolta, la scrivente OO.SS , senza indugio attiverà le iniziative di lotta consentite dalla Legge.

Nell’attesa di sollecito riscontro scritto, porgiamo distinti saluti.

Segr. Responsabile FIALS (BG)
Alfredo De Marchi

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