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Se qualche Infermiere fa il delinquente non tutti lo sono!

Se qualche Infermiere fa il delinquente non tutti lo sono!
OPI Calabria: Se qualche Infermiere fa il delinquente non tutti lo sono!

Intervento dei presidente degli Ordini infermieristici di Catanzaro e Vibo Valentia dopo gli atti di violenza in RSA.

I presidenti dell’Ordine provinciale delle Professioni Infermieristiche Concetta Genovese e Stefano Moscato, rispettivamente di Catanzaro e Vibo Valentia, insieme ai consigli direttivi e a nome di tutto il settore infermieristico, esprimono forte disappunto in merito ai fatti succeduti nella RSA “San Francesco Hospital” di Settingiano (Cz). Sospesi autori delle presunte violenze nei confronti di anziani fragili.

Qualsiasi atto di violenza va condannato, specie se a subirne sono pazienti anziani, non autosufficienti e fragili. Naturalmente, determinati comportamenti sono adducibili al singolo individuo che non si può ritenere appartenente alla categoria degli infermieri.

L’ordine provinciale di categoria di Catanzaro e Vibo Valentia tende a precisare che la figura dell’infermiere, deontologicamente consiste nell’assistere, nel curare e nel prendersi cura della persona nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della dignità dell’individuo. L’infermiere presta assistenza secondo principi di equità e giustizia, tenendo conto dei valori etici, religiosi e culturali, nonché del genere e delle condizioni sociali della persona. Il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e dei principi etici della professione è condizione essenziale per l’esercizio della professione infermieristica.

Pertanto, sottolineano che, singoli ed isolati comportamenti delinquenziali, non possono e devono infangare una professione che viene svolta con sacrificio, spirito e senso del dovere da tutti gli infermieri che quotidianamente si dedicano alla cura del paziente professionalmente e moralmente.

Resta inteso che gli Ordini non esiteranno a procedere con provvedimenti disciplinari severi e adeguati alla gravità del caso, a partire dalla sospensione dall’esercizio della professione, in attesa, secondo la legge, che si concludano le indagini della Magistratura. 

I presidenti, invitano altresì, i dirigenti delle strutture cliniche pubbliche e private, ad una vigilanza più accurata e ad una segnalazione all’ordine di appartenenza al minimo sospetto di maltrattamenti o azioni lesive perpetrate nei confronti di ogni cittadino senza distinzione di età, sesso, razza e religione.

L’infermiere orienta la sua azione al bene dell’assistito di cui attiva le risorse sostenendolo nel raggiungimento della maggiore autonomia possibile, in particolare, quando vi sia disabilità, svantaggio, fragilità.

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