Ordini Professioni Infermieristiche e Regione Emilia Romagna a confronto.

Ordini Professioni Infermieristiche e Regione Emilia Romagna a confronto.
Ordini Professioni Infermieristiche e Regione Emilia Romagna a confronto.

Riparte il confronto tra professione e politica

Si è svolto nei giorni scorsi l’incontro tra i presidenti degli Ordini provinciali delle Professioni infermieristiche dell’Emilia-Romagna e l’Assessorato regionale alle Politiche per la salute rappresentato dall’assessore Sergio Venturi. Presente all’incontro Kyriakoula Petropulacos, responsabile della Direzione generale Cura della persona, salute e welfare.

L’Emilia-Romagna è stata tra i primi ad aver già convocato il tavolo regionale previsto dal Protocollo nazionale sottoscritto tra la Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri (FNOPI) e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

L’obiettivo è rispondere alle nuove sfide che riguardano la Sanità, in cui si manifesta la stessa esigenza di tutelare il diritto alla salute nel sistema pubblico.

Diversi gli argomenti discussi, tra i quali, così come descritto nel Protocollo Nazionale:

  • sviluppo di nuovi modelli organizzativo-assistenziali sia per gli ospedali che per il territorio, con particolare attenzione allo sviluppo della figura dell’infermiere di famiglia/comunità;
  • standard del personale infermieristico per adeguarli alla complessità clinica e assistenziale;
  • sviluppo professionale e di carriera, sia sull’asse clinico che manageriale;
  • definizione del fabbisogno formativo degli infermieri e infermieri pediatrici uniformando gli standard formativi su base regionale;
  • avvio di percorsi per lo sviluppo del corpo docente universitario.

Particolare attenzione è stata posta al tema delle aggressioni al personale sanitario e sulla necessità di intervenire sul piano della sicurezza e sul piano comunicativo, formativo e gestionale, nonché sull’opportunità di definire sinergie e collaborazioni tra le diverse professioni che operano nel sistema sanitario.

Il confronto e l’accordo omogeneo con le Regioni è essenziale per poter disegnare in modo uniforme i nuovi modelli di assistenza, aggiungendo un tassello essenziale nel processo di collaborazione con le professioni del mondo della sanità, nella consapevolezza che solo lavorando assieme ed ascoltando le esigenze di chi tutti i giorni è impegnato per assicurare il diritto alla salute possiamo contribuire al miglioramento degli standard e della qualità del nostro servizio sanitario nazionale.

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