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Infermieri, OSS e Professionisti Sanitari: pochi fondi nella Legge di Bilancio. Protesta la CISL.

Infermieri, OSS e Professionisti Sanitari: pochi fondi nella Legge di Bilancio. Protesta la CISL.

Petriccioli (CISL): “risorse insufficienti per contratti, classificazione del personale, precari e idonei. Chiediamo risposta complessiva nella Legge di Bilancio”.

I fondi messi a disposizione della pubblica amministrazione nella Legge di Bilancio 2019 per Infermieri, Oss, Professionisti Sanitari e antri dipendenti della P.A. sono troppo esigui. La CISL protesta e chiede al Governo Conte di trovarne di ulteriori per combattere il precariato, stabilizzare i precari, adeguare gli stipendi, rifinanziare la contrattazione decentrata, ridisegnare gli ordinamenti professionali e i rivedere i sistemi di classificazione e di inquadramento del personale.

“Le risorse stanziate dalla legge di Bilancio per il 2019 corrispondono solo parzialmente alle risorse necessarie a garantire l’adeguamento del potere di acquisto all’inflazione, la stabilizzazione dell’elemento perequativo, il rifinanziamento dei fondi per la contrattazione decentrata, la riscrittura degli ordinamenti professionali e dei sistemi di classificazione ed inquadramento del personale. Decurtando le risorse per la stabilizzazione dell’elemento perequativo, pari a circa 540 milioni di euro, alle lavoratrici e ai lavoratori rimarranno in tasca circa 50 euro lordi e la somma restante non è ovviamente sufficiente per finanziare il nuovo ordinamento e i fondi per la contrattazione integrativa. Nonostante le indiscrezioni uscite sulla stampa nei giorni scorsi, ancora non è stato affrontato in maniera concreta e risolutiva il tema delle risorse. Pertanto siamo ancora lontani dall’auspicata sottoscrizione di un rinnovo in linea con le necessità di valorizzazione del comparto”. Lo dichiara il segretario generale della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli, a margine dell’incontro con il Ministro della PA, Fabiana Dadone.

“Chiediamo una risposta complessiva già nella prossima Legge di Bilancio. Se non saranno aumentate le risorse a disposizione – conclude Petriccioli -, lo riterremo un disimpegno sia nei confronti dei dipendenti, a cui è stata promessa valorizzazione e crescita professionale, sia nei confronti dei cittadini che meritano di avere servizi efficienti e di qualità. A tal fine, non è più rimandabile un piano di stabilizzazione per gli oltre 350mila precari della PA, l’utilizzo delle graduatorie degli idonei, sia scadute che in essere, e la valorizzazione del personale di ruolo nei passaggi fra le aree per assorbire l’impatto delle uscite per quota 100”.

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