Infermiere: il perché di una professione.

Quella dell’infermiere è una figura fondamentale del sistema sanitario, una risorsa per la società che cura e assiste i malati supportando i loro familiari.

Negli ultimi decenni la sua professionalità è cresciuta acquisendo competenze tecniche e relazionali sempre più affinate nelle aree della prevenzione, riabilitazione, educazione, formazione, ricerca ed organizzazione. 

La legislazione, in questo senso, ha fatto la sua parte. Alle scuole infermieristiche si sono sostituiti i corsi di laurea e con il decreto Lorenzin è stato riconosciuto l’Ordine degli Infermieri.

Ma vale realmente la pena svolgere questa professione?

La professione infermieristica non è certamente un lavoro facile, è faticoso sia dal punto di vista fisico sia psicologico e con la crescita dell’aspettativa di vita la complessità assistenziale è decisamente più impegnativa. 

Ma le soddisfazioni che restituisce sono fortissime e motivanti soprattutto se le sfide di miglioramento della qualità dell’assistenza al malato e dell’organizzazione del lavoro sono continue.

Condivido con Voi questo mio pensiero, questo pezzo di vita, perché viviamo in un’epoca di insoddisfazione, di dissensi, di litigi tra operatori, di giudizio, quando invece sussistono dei piccoli miracoli all’interno di unità operative in cui la centralità del paziente e del suo benessere sono realtà. 

La divisa che indossiamo deve essere portata con rispetto e dedizione. Qualsiasi divisa porti a seguire i pazienti deve essere indossata con responsabilità in quanto lo stesso paziente non ha avuto scelta di vivere un letto di ospedale e noi abbiamo il sacrosanto dovere di proteggere e vivere il loro dolore con umiltà e dignità.

Una scelta. Una scelta per la vita.

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