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Infermieri: il Coronavirus sta spazzando via una delle nostre maggiori certezze. Il sentimento di immunità.

Parliamo di un tema del tutto attuale. Come si sentono gli operatori sanitari?

Nella normalità, gli operatori hanno la tendenza a sentirsi immuni. Non ho mai conosciuto un infermiere che avesse paura delle malattie, che avesse paura di praticare il suo lavoro.
Noi infermieri, infatti, frequentemente ci sentiamo immuni rispetto a quello che abbiamo davanti, ci sentiamo protetti proprio perché stiamo dall’”altra parte”. Siamo abituati a recitare il ruolo del sano che cura, siamo abituati a lottare con i pazienti contro le malattie, che raramente ci appartengono, soprattutto in giovane età.

Quasi mai siamo direttamente noi a dover contrastare qualcosa che possa riguardarci in prima linea.

Gli infermieri rappresentano una categoria di professionisti che vive nel dolore e nella sofferenza delle persone, è molto difficile però che la percepiscano veramente propria, si dimenticano spesso che un domani potrebbero ritrovarsi nella stessa situazione, potrebbero aver bisogno di aiuto, di assistenza e di cure.

Cosa è cambiato adesso?

Con l’ingresso del Covid-19 nel mondo e, in particolare, nel nostro paese, tutto sta cambiando. Gli infermieri adesso sono spaventati, una paura che non sono abituati a gestire. Nella quotidiana normalità, dopo ogni turno lavorativo, tornano a casa, dimenticano, se possibile,
tutte le sofferenze viste e riposano per il prossimo stancante turno. E adesso? Adesso la situazione è così tragica che alcuni infermieri non tornano neanche in casa propria. Adesso la paura è diventato un sentimento prorompente, che si è insinuato nella psiche di
ognuno di noi.

E’ giusto? La paura è un sentimento corretto, la paura ci permette di essere prudenti, di proteggerci, di tutelarci e di vivere al sicuro. La paura è necessaria per la sopravvivenza.

In questo momento, gli infermieri vanno a lavorare con la paura addosso, tornano a casa trascinando con loro il terrore di spargere il virus ovunque, ai loro cari ma anche a tutte le persone con cui possono venire in contatto. Molti non tornano nella loro casa, proprio a causa della paura. Questa paura, si manifesta con maggiore forza dato che parliamo di un nemico invisibile, che silenziosamente striscia da una persona ad un’altra. La paura è tanta, e adesso questo sentimento che non riguarda più esclusivamente la popolazione laica ma anche il personale sanitario, restituisce un’umanità ad un ambito lavorativo a cui spesso non si attribuisce.

Quest’ultimo discorso vale maggiormente per la classe medica-chirurgica che sicuramente viene raffigurata nelle nostre menti come distaccata e apatica, gli infermieri già nell’immaginario collettivo comprendono una sfera emotiva, adesso ancora di più. Meglio ancora, adesso siamo tornati umani. La popolazione si è ricordata che anche il personale sanitario ha una famiglia a casa che lo
attende, ha delle persone care, è umano e per questo prova dei sentimenti, positivi o negativi che siano.

La paura quindi dilaga tra tutti noi italiani e non, si è fatta strada nei nostri animi e adesso è il sentimento comune.

Valorizziamoci adesso, dobbiamo essere felici per quello che stiamo facendo, semplicemente adesso ci siamo resi conto di non essere più immuni e questo sicuramente ci rende più umani.