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Ecco lo studio “Impatto della pandemia da Covid-19 sui Professionisti Infermieri: i decessi in Italia”. Realizzato da Centro Studi FNOPI e OPI Bari.

La pandemia causata dal Covid-19 nei primi mesi del 2020 ha trasformato i modelli di vita delle persone sottoponendole a cambiamenti di natura sociale, economica e lavorativa, a causa delle conseguenze del lockdown e delle misure di contenimento della diffusione della malattia.

Morti e contagiati in Italia.

L’Italia, una delle nazioni più colpite in Europa e nel mondo con oltre 238.159 mila contagiati accertati e circa 34.514 morti1, ha dovuto affrontare una crisi sanitaria senza precedenti, con gravi carenze organiche di professionisti sanitari e materiali di approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale, applicando modelli organizzativi nuovi, trasformando rapidamente strutture ospedaliere ed investendosi della responsabilità di essere esempio della gestione a livello Europeo.

Il mondo sanitario ha dovuto affrontare una sfida nuova, imprevista e di difficile gestione.

Il Sistema Sanitario Nazionale italiano, già in profonda crisi prima dell’emergenza pandemica soprattutto per la carenza di organici da dedicare all’assistenza, è stato sottoposto ad una prova di forza che ha superato grazie alla volontà, alla professionalità e al lavoro delle risorse umane che lo compongono.

Per mesi eroi.

I professionisti sanitari, infermieri, medici, personale socio-sanitario, per settimane sono stati al centro dell’opinione pubblica, a tratti anche elevati ad “eroi” in quanto in prima linea sul fronte dell’emergenza sanitaria che ha travolto il Paese, pur avendo svolto in realtà il lavoro che caratterizza la loro professione e il loro impegno deontologico-morale.

Il Coronavirus non ha risparmiato gli Infermieri e tutto il mondo dei professionisti sanitari e socio-sanitari.

Il Coronavirus non ha risparmiato neanche il mondo sanitario: si è assistito durante l’intero periodo dell’emergenza alla fredda e giornaliera conta dei decessi e dei contagiati nella popolazione, con un focus più sfocato sui dati relativi alle morti e ai contagi del personale infermieristico.

I dati raccolti da FNOPI.

La FNOPI ha deciso di avviare una attenta raccolta dati con l’obiettivo di monitorare la situazione nazionale dei propri professionisti, quantificando il triste elenco di decessi registrati all’interno della professione infermieristica nei mesi di Marzo, Aprile e Maggio 2020 a causa del Covid-19.

I dati pervenuti, seppur configurino una istantanea in continua evoluzione in quanto la pandemia è ancora in corso, dimostrano l’impegno della comunità infermieristica a tutela della salute dei cittadini italiani.

Il numero dei contagiati ha rallentato il suo trend di crescita in concomitanza con la riduzione delle persone positive al virus e tra il personale infermieristico è ancora in fase di definizione, ma è subito apparso lampante come la carenza dei DPI, come la mascherina FFP2, sia stata una delle cause principali di trasmissione dell’infezione tra il personale infermieristico. Il bollettino settimanale dell’ISS del giorno 28 aprile2 specifica che tra il personale sanitario i casi di contagio per il 47,4 % riguardano il personale infermieristico, anche se l’area indicata è, come da definizione nei corsi accademici, infermieristico-ostetrica.

La FNOPI ha deciso in risposta di distribuire attraverso gli ordini provinciali mascherine FFP2 con l’obiettivo di tutelare la salute degli infermieri, soprattutto delle fasce più esposte all’infezione da Covid-19.

Sempre dallo stesso bollettino (successivamente questo tipo di suddivisione non è più stata effettuata) è possibile poi vedere l’incidenza percentuale di operatori positivi a livello regionale (di questi circa il 50% sono infermieri) che rispecchia sostanzialmente l’andamento epidemiologico della pandemia.

I decessi.

In Italia dalla rilevazione dagli ordini provinciali risultano essere deceduti 40 infermieri di cui 32 con malattia Covid-19 (positività al tampone), 4 con malattia Covid-correlata (per i quali la patologia virale è stato un fattore favorente) e 4 infermieri (comunque positivi) per i quali la modalità di morte è stato il suicidio.

Un punto di vista differente dello stesso fenomeno è riportato dal monitoraggio al 15 Giugno 2020 condotto dall’INAIL. L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, considerando le denunce di infortunio riferite ai soli lavoratori assicurati, certifica che i decessi da Covid-19 sono in totale 236, di cui il 40% operatori sanitari e di questi il 61% è rappresentato dagli infermieri.

Per caratterizzare la tipologia dei decessi è tuttavia necessario avere informazioni sui deceduti, motivo per cui l’analisi condotta dalla FNOPI si basa sulle rilevazioni pervenute dagli ordini professionali degli infermieri.

Analizzando l’età degli infermieri deceduti a causa della pandemia da Covid-19 si rileva che l’età media è compresa tra i 34 e gli 83 anni, con una media di 58,6 anni. Emerge che la fascia più colpita, con una percentuale del 30%, è quella compresa tra i 60 e 69 anni.

Focalizzando l’attenzione sul setting assistenziale nel quale gli infermieri deceduti operavano, i dati mostrano che la maggior parte di loro era in servizio in ospedale (il 55%), cui fa seguito il 12.5% degli infermieri impegnati direttamente nelle RSA a cui si aggiunge un ulteriore 22.5% (totale 35%) di infermieri impegnati comunque nell’assistenza territoriale (rete ambulatoriale Asl, emergenza-urgenza sul territorio), a conferma in entrambi i setting del dato relativo alla fascia d’età maggiormente colpita tra i 60 e i 69 anni.

L’analisi approfondita.

Studiando i deceduti per fascia d’età e sesso, per meglio configurare il profilo degli infermieri deceduti per Covid-19, si osserva che gli infermieri di sesso maschile superano, seppur di poco, le colleghe infermiere. La caratterizzazione per genere è, questa volta, indipendente dalla fascia d’età: nella fascia 40-49 anni sono maggiori le donne, nella successiva fascia 50-59 anni prevalgono gli uomini e nelle successive due fasce si assiste ancora ad un’alternanza.

L’analisi per regione conferma i dati generici di decessi per Covid-19. La sola regione Lombardia copre infatti il 30% di deceduti con ben 12 decessi. Segue il Piemonte con il 22,5%. Campania e Liguria completano il quadro prima delle regioni che presentano pochi decessi.

Nel grafico a mappa seguente, che mostra oltre alle province colpite anche la densità del fenomeno (proporzionale alla grandezza del cerchio) si coglie in maniera evidente come le regioni Lombardia, Piemonte e Liguria abbiano maggiormente subito la perdita di infermieri per Covid-19.

Con un ulteriore drill-down sulle province della Lombardia, si apprezza come Bergamo sia sicuramente la provincia più colpita, seguita da Pavia e Cremona con 2 decessi, infine Milano e Monza con un solo decesso.

Numerose le iniziative della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professione Infermieristiche, dedicate agli iscritti all’Albo.

La constatazione che il 10% degli infermieri non sia riuscito a fronteggiare l’emergenza pandemica arrivando alla decisione di togliersi la vita, ha portato la FNOPI ad intraprendere un’azione concreta per arginare situazioni pericolose di burnout: la Federazione ha infatti deciso di promuovere l’iniziativa “ABCDE: corso gratuito antistress e burnout per i professionisti della salute”, definito come “un vero e proprio DPI mentale” che ha l’obiettivo di ridurre l’ansia e lo stress causati dalla pandemia da Covid-19. Il grafico riportato mostra come i suicidi abbiano interessato prevalentemente la popolazione infermieristica femminile.

Il fondo di solidarietà di FNOPI.

Il 10 Aprile 2020 la FNOPI ha dato vita al progetto “Fondo di Solidarietà”, una raccolta fondi dedicata agli scritti all’Albo colpiti nella lotta al Covid-19: gli infermieri guariti che necessitano di riabilitazione, quelli in quarantena lontani da casa e i deceduti a causa del virus. Si tratta di un Fondo “a sportello”, in cui alla classica attività di raccolta delle donazioni si affianca l’immediata erogazione di contributi agli infermieri in possesso dei requisiti individuati nel regolamento approvato dal Comitato Centrale FNOPI.

(I dati relativi ai decessi sono stati raccolti dal Centro Studi FNOPI attraverso una rilevazione diretta tra gli ordini professionali. I nomi dei deceduti non sono riportati per ragioni di privacy e poiché alcune famiglie hanno esplicitamente chiesto di mantenere l’anonimato)

CENTRO STUDI FNOPI
Saverio Andreula – Presidente OPI BARI
Francesco Molinari – Consigliere OPI BARI, Coordinatore OPI GIOVANI BARI – Cinzia Anna Maria Papappicco – Coordinatrice OPI GIOVANI BARI


1 Dato aggiornato al 18/06/2020 fonte rilevazione Protezione Civile
2 Fonte della suddivisione dei dati ISS Istituto Superiore Sanità: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_28-aprile-2020.pdf
Tuttavia il numero dei contagiati dal 28 aprile ha subito un continuo incremento, tanto da arrivare al 22 Giugno ad un totale di 29.282 operatori sanitari positivi e, quindi, verosimilmente, di circa 14.000 infermieri contagiati dal virus.