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Ancora polemiche sulle Elezioni Infermieri Matera appena svolte: la Fnopi sceglie di non scegliere. Delusione nella lista Infermieri in Ordine.

Le elezioni Opi Matera si infittiscono di interrogativi. Nel momento della presunta violazione del regolamento elettorale da parte dell’OPI Matera alcuni iscritti pare abbiano inviato Pec con cui avrebbero chiesto all’Ente di fare chiarezza sull’accaduto ed eventualmente intraprendere le dovute iniziative. Al momento tutto tace e la presidente Vita Spagnuolo preferisce attendere senza rispondere. Una formula cautelativa che gli oppositori non vedono, però, di buon occhio.

La FNOPI nei giorni scorsi ha inviato comunicazione agli iscritti precisando che la Federazione prendeva atto dell’illegittimo utilizzo da parte di OPI di Matera dello strumento “POSTA MASSIVA” (per l’invio dell’avviso di convocazione); allo stesso tempo la Federazione chiariva che non non poteva in alcun modo fare altro in virtù dell’autonomia degli Ordini professionali.

Di fatto la FNOPI ha permesso il rinvio ad una impugnazione delle elezioni mediante ricorso ai sensi dell’art. 2, comma 6, della Legge 3/2018, dinanzi alla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie.

Detto cioòdopo i vari ricorsi inviati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero della Salute e ad altri Enti dai candidati della lista “Infermieri IN Ordine” la Fnopi ha inviato una precisa circolare ai Presidenti degli Ordini, specificando che a seguito di diverse segnalazioni e richieste in merito all’impiego del prodotto “Posta Massiva” ritiene necessario confermare che questa metodica non risponde alle previsioni agli articoli citati per la procedura del regolamento elettorale, sottolineando anche il supporto del Ministero della Salute e del Dipartimento della Funzione Pubblica, espressisi a favore di suddetta presunta illegittimità.

Ora la domanda nasce spontanea: se il regolamento è stato emanato dalla Fnopi e la stessa riconosce l’illeggittimità dei lavori elettorali, perché ha deciso di non intervenire? Qualcosa non quadra. E se non compete alla Federazione chi deve supervisionare l’operato degli Opi?

Sono domande legittime su cui il movimento “Infermieri in Ordine” pretende spiegazioni.