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Emergenza Coronavirus. Il Coordinamento degli Ordini Infermieristici della Sicilia sul piede di guerra contro la Regione e l’Assessore alla salute Ruggero Razza: “si continua a mortificare la professione dell’Infermiere”.

Con la realizzazione del Decreto Legge sulle USCA non viene fatto alcun riferimento alla Professione Infermieristica, che continua ad essere bistrattata. In Sicilia, come nel resto del “continente” italico, si doveva seguire la scia delle assunzioni di Infermieri per far fronte all’Emergenza Coroanvirus. La Regione sicula interpreta a suo modo la norma e cerca di assumere anche personale con P.IVA, anziché prevedere altre forme contrattuali più stabili. Di qui la dura protesta degli Ordini delle Professioni Infermieristiche, che scrivono all’Assessore alla salute Ruggero Razza, alle Aziende Sanitarie Provinciali (ASP) e alla FNOPI.

Il Coordinamento degli OPI della Sicilia si dice profondamente deluso per quanto deciso con il Decreto Legge sulle USCA (le Unità Speciali di Continuità Assistenziale).

I presidente degli Ordini infermieristici della Sicilia.
I presidente degli Ordini infermieristici della Sicilia.

“La lunga storia degli infermieri bistrattati continua. A parole siamo eroi nei fatti non veniamo considerati. Il governo emana il decreto legge sulle USCA e non considera assolutamente gli infermieri. Nel decreto non veniamo neanche citati: non serviamo. Anche l’assessorato regionale, riprendendo il decreto nazionale, continua alla stessa stregua a non considerarci” – spiegano in una nota gli OPI Siciliani.

La lettera dei Coordinamento OPI Sicilia all’assessore regionale alla salute, alle Aziende Sanitarie Provinciali e alla FNOPI.

  • Spett.le ASSESSORATO DELLA SALUTE
  • Spett.li ASP REGIONE SICILIA
  • Spett.le FNOPI

Oggetto: Contestazione Nota Prot. n. 16449 del 26/03/2020 dell’Assessorato della Salute – Regione Siciliana (Emergenza COVID-19. Istituzione Unità Speciali di Continuità Assistenziale).

Lo scrivente COORDINAMENTO REGIONALE O.P.I. SICILIA, quale organismo istituzionalmente deputato alla tutela della categoria infermieristica ed in funzione del pieno esplicarsi del diritto alla salute costituzionalmente sancito, con il presente documento, intende esprimere la propria più netta e risoluta costernazione nei confronti della nota oggettivata, la quale, nell’atto di istituire le USCA, ha pensato di stralciare da esse, arbitrariamente ed in modo del tutto incomprensibile, la figura dell’infermiere.

È infatti davvero priva di ragione tale decisione, operata scientemente e per di più all’interno di una nota diretta alle singole Direzioni Aziendali, dando loro perciò un distorto, ed ulteriore purtroppo, messaggio di contenuto altamente lesivo della professione infermieristica.

Il documento esclude dalle USCA ogni figura diversa da quella del professionista medica ma, nel fare ciò, dimostra di non avere alcuna idea di come, in effetti, la continuità assistenziale si strutturi.

Senza minimamente mostrare di essere avvertita circa il fatto che il medico svolge tale servizio avvalendosi, SEMPRE, della figura dell’infermiere!

Ne risulta un documento chiaramente biasimevole nei termini in cui, pur istituendo ed intendendo regolare un servizio da sempre necessario (ed oggi ancor più per le vicende legate all’emergenza pandemica), mostra di non conoscere, neppure in misura modesta, come esso funzioni in concreto.

Un documento che non può – secondo chi scrive – farsi scudo delle parole utilizzate dal legislatore nel D.L. n. 14/2020 per dedurne che la presenza dell’infermiere vada esclusa da ogni considerazione; in primo luogo, infatti, quella lacuna ha già destato le più profonde critiche sul piano normativo (tanto che si ragiona sul modo di colmarla) e, in secondo luogo, quella lacuna è evidentemente contraddittoria proprio per il modo in cui l’assistenza in continuità è ordinariamente resa, ovvero con il centrale apporto dell’infermiere.

Ma, in ultima analisi, la ragione di più profonda disapprovazione nasce dalle implicazioni dell’assetto normativamente previsto, poiché l’esclusione dalle USCA degli infermieri dovrebbe giustificarsi in ragione di una minuta elencazione delle attività poste in essere dalle stesse USCA, che dovrebbero non coinvolgere e non richiedere in alcun modo le competenze infermieristiche.

È avvenuto ciò?

Ebbene, ciò non è avvenuto in modo chiaro. Ma, d’altra parte, nessuno può negare che la “gestione domiciliare dei pazienti …” richieda le competenze infermieristiche.

Questo è il primo punto di caduta strutturale della norma nazionale e della nota qui avversata. Siamo dunque di fronte ad un’elaborazione normativa che richiede implicitamente ciò che proibisce espressamente.

Insomma, una contraddizione in termini.

Un’altra, ed ultima osservazione va poi fatta e riguarda il rovescio della medaglia di quanto finora dedotto: laddove il quadro rimanesse identico – e la figura infermieristica non trovasse alcuno spazio nelle USCA – sarebbe necessario garantire che quella figura ne rimanesse effettivamente al di fuori, ovvero che non possa essere indebitamente affiancata al personale medico, determinando un’ulteriore carenza di personale infermieristico nelle corsie.

Lo stesso dicasi per il reclutamento di infermieri a partita iva e sottopagato che stanno adottando alcune ASP.

Ribadiamo: se non serviamo lasciateci fuori dalle USCA ma non mortificateci!!!

Per le ragioni spiegate, lo scrivente Coordinamento, nel contestare recisamente ogni aspetto della nota oggettivata, sollecita ogni sforzo affinché il quadro formale sia adeguato – mediante precisi interventi normativi ed amministrativi – alle effettive e concrete modalità di esercizio delle attività assistenziali rese dalle USCA.

Coordinamento Regionale Ordini Professioni Infermieristiche della Sicilia

OPI AGRIGENTO Presidente Dott. SALVATORE OCCHIPINTI

OPI CALTANISSETTA Presidente Dott. IVANO FERRARA

OPI CATANIA Presidente Dott. CARMELO SPICA

OPI ENNA Presidente Dott. GIOVANNI DI VENTI

OPI MESSINA Presidente Dott. ANTONINO TRINO

OPI PALERMO Presidente Dott. FRANCO GARGANO

OPI RAGUSA Presidente Dott. GAETANO MONSU’

OPI SIRACUSA Presidente Dott. SEBASTIANO ZAPPULLA

OPI TRAPANI Presidente Dott. FILIPPO IMPELLIZZERI