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Infermieri, Oss e Professioni Sanitarie: arriva il Reddito d’Infanzia, sostegno economico per le famiglie.

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Anche per Infermieri, Oss e Professioni Sanitarie arriva il Reddito d’Infanzia. Altro sostegno economico per le famiglie. Proposta di Legge di FDI.

Per le famiglie italiane potrebbe presto arrivare il Reddito d’Infanzia, che servirà anche a Infermieri, Infermieri Pediatrici, Ostetriche/i, Fisioterapisti, OSS, Professioni Sanitarie, Amministrativi e Tecnici a sbarcare meglio il lunario.

Si aggiungerebbe all’Assegno Unico per i Figli a carico e diventerebbe una importante misura economica a sostegno delle famiglia in caso di una nuova nascita.

A prevederlo, insieme a un’altra serie di misure volte a sostenere la natalità in Italia, è una proposta di legge depositata alla Camera da Tommaso Foti, capogruppo a Montecitorio per Fratelli d’Italia (Fdi). Una proposta che quindi dovrebbe avere seguito, anche perché in linea con la promessa che Giorgia Meloni fece a Papa Francesco durante gli Stati generali della natalità, ossia fare il possibile per “restituire agli italiani la certezza e l’orgoglio di vivere in una nazione capace di solidarietà in grado di guardare al futuro”. Lo riferiscono i colleghi di Money.it.

Che in Italia ci sia un problema nascite è risaputo: nel 2022, infatti, il tasso di natalità ha toccato il minimo storico, dato negativo a cui il governo Meloni vuole assolutamente rimediare iniziando dal riconoscere un aiuto economico, oltre a quelli già esistenti, che in alcuni casi spetterà fino al compimento dei 25 anni del figlio.

Ricordando che al momento siamo ancora in una fase iniziale dell’iter che potrebbe portare all’introduzione del cosiddetto Reddito d’infanzia, visto che il disegno di legge è stato appena depositato, possiamo farci un’idea di ciò che potrebbe cambiare analizzando le novità previste dal provvedimento.

Reddito d’infanzia.

Non solo Assegno unico per figli a carico: dopo l’addio al Reddito di cittadinanza il governo Meloni potrebbe puntare al Reddito d’infanzia. Previsto dal disegno di legge depositato alla Camera da Tommaso Foti, si tratta di un assegno mensile del valore di 400 euro che spetterebbe per i primi 6 anni di vita del figlio. Importo che in alcune circostanze particolari, come ad esempio per i nuclei monogenitoriali oppure in presenza di figli con disabilità, potrebbe essere persino aumentato.

Ad averne diritto le coppie con un reddito fino a 90 mila euro. Si tratterebbe quindi di un aiuto economicamente migliore rispetto all’Assegno unico che oggi al massimo può arrivare a superare, grazie alle maggiorazioni, i 250 euro al mese per figlio. Ma bisognerà capire come – e dove – lo Stato potrebbe trovare le risorse per il riconoscimento di un assegno che complessivamente, considerando tutti i 6 anni quindi, supererebbe i 28 mila euro per figlio.

Assegno di gioventù.

Oltre al Reddito di infanzia, la proposta di legge prevede anche un sostegno rivolto agli studenti. Nel dettaglio, al fine di sostenere il diritto allo studio si guarda all’introduzione di un Assegno di gioventù, d’importo pari a 250 euro per ogni figlio fino al compimento dei 25 anni di età (a patto ovviamente che continui gli studi).

Nuove agevolazioni fiscali.

E ancora, vengono previste delle nuove agevolazioni fiscali per le famiglie con figlie a carico. Ritorna quindi lo slogan “meno tasse alle famiglie con figli”, ipotesi tra l’altro già rilanciata nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, il quale ha anticipato di voler pensare a una soluzione per azzerare le tasse alle famiglie con almeno due figli.

Nel caso della proposta di legge firmata da Foti, invece, si legge che per assicurare un “prelievo più equo e progressivo”, tutelando le famiglie con più figli, si dovrebbe passare al quoziente familiare.

Inoltre, viene prevista la possibilità di detrarre dalle tasse le spese che i neogenitori, entro 24 mesi successivi alla data del parto, sostengono per “consulenza psicologica e di psicoterapia individuale o di coppia”.

Più giorni di congedo.

Nel piano, molto ambizioso, di sostegno alle nascite, trovano spazio anche misure che puntano a incrementare il numero di giorni riconosciuti dal congedo di maternità (oggi 5 mesi) e per il congedo parentale, in prosecuzione quindi di quanto già fatto dal governo con la legge di Bilancio 2023, quando per il congedo parentale è stato previsto un mese retribuito all’80% anziché al 30%.

Tutte le altre misure.

E non è tutto: tra le misure contenute nel disegno di legge figura anche l’accesso gratuito alle scuole d’infanzia, oltre all’obbligo per gli esercizi commerciali con area di vendita superiore a 200 metri quadrati di montare fasciatoi per neonati, pena una sanzione di 5.000 euro per chi non si adegua.

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