Creme solari: siamo a rischio tumore?

Di aneddoti sulle creme solari ce ne sono a migliaia, primo fra tutti quello che chi ha la pelle scura non deve per forza utilizzarle.

Niente di più sbagliato, sappiamo però quanto è difficile sceglierne una che abbia un buon INCI, che è la denominazione internazionale che serve per indicare, in una etichetta, i diversi ingredienti contenuti in un prodotto cosmetico, perché molte marche falliscono i vari test di protezione delle protezioni solari poi non funziona come dovrebbe, secondo la guida stilata dall’Environmental Working Group’s (EWG), il gruppo di lavoro ambientale americano che ha testato l’efficacia di oltre 1400 prodotti.

Negli ultimi anni, comunque, il settore dei prodotti solari ha compiuto numerosi passi avanti, soprattutto per quanto riguarda i prodotti bio.

Tuttavia, spesso, si continuano a commettere gli stessi errori. 

Per fugare ogni dubbio, ecco i falsi miti da sfatare:

Creme solari cancerogene

Non è la crema solare in sé ad essere cancerogena, quanto un uso inefficiente o la scelta di un prodotto che non offre la protezione adeguata.

Questa si misura in (fattore di protezione solare), si raccomanda in genere l’uso di creme con Spf 30, capaci di schermare il 97% dei raggi Uv (classificati come cancerogeni.

D’altro canto gli studi a favore dell’efficacia delle creme solari esistono. Riducono il rischio di sviluppare un carcinoma, mentre è ancora difficile testare l’efficacia contro il melanoma. Eliminare le creme solari peggiorerebbe (sicuramente) la situazione.

Alcuni studi sono stati citati contro le creme solari ma, i loro risultati, sono puramente correlativi: non dimostrando un reale collegamento di causa-effetto.

Creme solari senza parabeni

Non tutte le creme solari sono identiche, ve ne sono principalmente di due tipi: chimiche e fisiche.

Le prime si avvalgono di prodotti cosmetici come i tanto bistrattati (composti organici aromatici), le seconde contengono piccole particelle minerali.

Sui parabeni nei cosmetici esiste un filone in rete basato su alcuni studi ancora molto dibattuti, che vorrebbe metterli in collegamento col cancro al seno.

Vengono utilizzati generalmente come anti-traspiranti e deodoranti.

Si menziona in particolare uno studio del 2012 effettuato su un campione molto ristretto di 40 donne, di per sé insufficiente a dare risultati significativi, tanto più che due anni dopo il National Cancer Instituteescluse ogni collegamento diretto tra qualsiasi sostanza anti-traspirante o deodorante ed il cancro al seno.

Creme solari e carenza di vitamina D

Dal momento che i filtri solari ci proteggono dall’irradiazione solare allora molti credono che riducano il nostro apporto di vitamina D, la cui produzione da parte dell’organismo è stimolata proprio dalla luce, si tratta di una sostanza importante per le nostre ossa ed il cervello, capace infatti di tenere in equilibrio i valori di calcio e fosfati.

Supporre che le protezioni solari ne riducano considerevolmente l’apporto è in aperta contraddizione col fatto che comunque ci abbronziamo lo stesso.

Creme solari fai da te

C’è anche chi pensa di potersi proteggere col caffè, altri col succo d’uva. Per quanto riguarda quest’ultima soluzione è vero che esistono degli studi volti allo sviluppo di nuovi prodotti per la foto-protezione cutanea, come dimostrerebbe uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Barcellona nel 2011.

Questo però non significa che basta cospargerci di succo d’uva per abbronzarci in sicurezza.

Ne sentiremo (comunque) delle belle …

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