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Palese: “Studenti Infermieri sempre più soli, occorre incoraggiarli e cambiare i Corsi di Laurea in Infermieristica”.

Alvisa Palese: “Studenti Infermieri sempre più soli, occorre incoraggiarli e cambiare i Corsi di Laurea in Infermieristica”.

La docente e direttrice di corsi di laurea in Infermieristica Alvisa Palese ha stregato con la sua relazione i partecipanti al Convegno sul tema “Obiettivo futuro: dal generale al particolare, nuove idee per una professione in cammino“, in fase di svolgimento in quel di Peschici (Foggia, Gargano) e organizzato dall’OPI di Foggia.

Nel suo intervento Palese è stata piuttosto chiara: gli studenti sono stati lasciati soli durante la Pandemia Covid, sia per una DAD improvvisata, sia per Tirocini clinici impossibili da realizzare.

Per questo occorre riformulare la formazione di base degli Infermieri partendo da Corsi di Laurea più performanti e più operativi. La docente ha proposto di prendere spunto dai Paese anglosassoni e Americani, dove gli Infermieri hanno una preparazione decisamente differente rispetto alla nostra, anche se gli Infermieri italiani sono apprezzati in tutto il mondo per il loro saper essere, saper fare, saper far fare.

La relazione di Palese (che qui riportiamo in alto per intera) è stata magistrale ed è servita a chiarire una volta per sempre che i Corsi di Laurea in Infermieristica, soprattutto dopo la prima fase della Pandemia Covid, hanno bisogno oggi di essere ripensati dall’inizio alla fine. Più clinica, più tirocini formativi, più anni di studio e soprattutto pensare ad eliminare la suddivisione attuale tra Laurea triennale e Laurea magistrale, passando ad un CDL unico di 4-5 anni. Si è dimostrato che Infermieri più preparati sono in grado di modificare gli esiti sugli Assistiti.

La formazione deve espandere le sue capacità, deve essere dinamica e in revisione continua:

  • deve essere continuamente scrutinata nei suoi effetti/implicazioni/esiti;
  • i dati devono essere confrontati per elaborare raccomandazioni;
  • i confronti interni (docenti, studenti);
  • i confronti con le parti sociali (ad esempio con gli Ordini delle Professioni Infermieristiche – OPI a livello locale e regionale);
  • lo studio delle traiettorie.

Tra le priorità assolute da cambiare nell’ambito della formazione di base per i futuri colleghi Infermieri la Palese ha suggerito di intervenire su:

  • inglese;
  • tecnologie e informatica;
  • sicurezza dei pazienti
  • competenze culturali
  • gerontologia (studio degli aspetti sociali, psicologici, cognitivi e biologici dell’invecchiamento);
  • Evidence Based Practice (realmente conosciute ed applicate);
  • esperienza in ambiti specifici dell’assistenza e lavoro interprofessionale;
  • conoscenza più approfondita dei determinanti sociali, ambientali, ed economici che influenzano la salute;
  • Preparedness (pensare ad una vera ricerca scientifica, non solo quella a parole);
  • abilità relazionali (ad esempio assicurare l’aderenza terapeutica);
  • nuove pedagogie;
  • from student-center to cooperative learning, service learning (verso la conoscenza e l’esperienza di tipo cooperativo);
  • pensiero critico;
  • educazione a distanza;
  • simulazione (per implementare le conoscenze e le esperienze assistenziali).

E non è tutto, per la docente occorre ripensare gli approcci nell’insegnamento teorico. E per farlo: “occorre evitare la storia di quando si faceva tricotomia o il clistere; non dobbiamo rimuovere comportamenti, ma piuttosto dare prospettive di azioni assistenziali corrette; serve evitare un insegnamento basato su raccomandazioni e procedure; occorre fornire costantemente le basi fisiopatologiche e le conoscenze scientifiche per essere in grado di ‘argomentare e motivare’ scelte, azioni, opzioni; serve conoscere le basi fisiologiche dello svuotamento gastrico per comprendere i tempi del digiuno, la connessione tra dolore controllato e mobilizzazione precoce, il dibattito sulla preparazione intestinale, ricordarsi che c’è un ‘dopo’; e poi non c’è non solo l’immediato postoperatorio, ma soprattutto la post-dimissione, i comportamenti di auto-cura e la gestione dei sintomi; bisogna valorizzare il contributo infermieristico rispetto agli esiti: self care, dignità, evitare disabilità, sicurezza, evitare LdP; ampliare parte dell’assessment, semeiotica e uso di scale “core” e abituare alla decisionalità; orientare e approfondire le aree di decisionalità, ad esempio monitoraggio segni vitali (ogni quanto, indicatori,..), disfagia, lesioni cutanee, alimentazione, gestione nutrizione entrale, riposo-sonno, nursing riabilitativo e mobilizzazione, gestione corretta dei devices”.

Palese, per finire, ha zittito tutti quando ha detto che in Italia si continua ad aumentare i posti al CDL in Infermieristica in un momento in cui la richiesta è ferma: a cosa serve implementare le opportunità di studio se i futuri discenti sono sempre meno?

Ascoltate il suo intervento sul tema “Uno sguardo complessivo per un bilancio provvisorio: dove siamo arrivati con la formazione infermieristica italiana?“.

Leggi anche:

Corsi di Laurea Professioni Sanitarie: +15% posti disponibili, ultima a chiudere bando è l’Università di Foggia.

Dott. Angelo Riky Del Vecchiohttp://www.angelorikydelvecchio.it
Nato in Puglia, vive e lavora in Puglia, Giornalista, Infermiere e Scrittore. Già direttore responsabile di Nurse24.it, attuale direttore responsabile del quotidiano sanitario nazionale AssoCareNews.it. Ha al suo attivo oltre 15.000 articoli pubblicati su varie testate e 18 volumi editi in cartaceo e in digitale.
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