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Coronavirus: ricercatori dell’Università di Hong Kong scoprono punto debole del virus grazie ad un anticorpo di venti anni fa.

Un anticorpo recuperato dal sangue di un sopravvissuto all’epidemia di Sars nei primi anni del 2000 ha rivelato una potenziale vulnerabilità del nuovo coronavirus.

Lo diffonde l’agenzia stampa Adnkronos.

Si tratterebbe di uno studio condotto dagli scienziati dello Scripps Research Institute di La Jolla, insieme a colleghi dell’Università di Hong Kong.

Lo studio, pubblicato oggi su ‘Science’, è il primo a mappare l’interazione di un anticorpo umano con il nuovo coronavirus a risoluzione quasi atomica. Sebbene l’anticorpo sia stato prodotto in risposta a un’infezione da Sars (sindrome respiratoria acuta grave), causata dal virus SarS-CoV, reagisce in modo crociato con il nuovo coronavirus ‘cugino’ Sars-CoV-2, causa della pandemia in atto.

La mappatura ha rivelato un sito quasi identico su entrambi i coronavirus a cui si lega l’anticorpo, suggerendo un ‘tallone d’Achille’, ovvero un bersaglio vulnerabile per questa famiglia di coronavirus. “La conoscenza di siti conservati come questo può aiutare nella progettazione di vaccini e terapie contro la Sars-CoV-2, e questi proteggerebbero anche da altri coronavirus, compresi quelli che potrebbero emergere in futuro”, afferma Ian Wilson del dipartimento di biologia strutturale dello Scripps Research Institute.