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MIGEP. Dopo incontro tra associazioni OSS e Fnopi solo divisioni, altro che unità tra gli Operatori Socio Sanitari.

Angelo Minghetti, presidente del Migep, sbotta: “non vi è stata nessuna unità tra le organizzazioni OSS, solo invettive nei nostri confronti”.

Egregio Direttore,

ci permetta questa riflessione sui fattori di conflitti tra le varie associazioni. Rispondiamo alla nota pubblicata il 24 settembre “Infermieri e OSS assieme nell’interesse dell’Assistito. FNOPI incontra organizzazioni Operatori Socio Sanitari”.

Leggiamo delle affermazioni non corrispondenti, e ci rincresce che qualcuno strumentalizzi le informazioni.

E’ vero c’è molto da lavorare per il futuro degli OSS, lo si può fare solo attraverso proposte coerenti, peccato che nell’incontro congiunto con la Fnopi sul tema “Ruolo dell’OSS e sulle evoluzioni nel sistema sanitario” è emersa una non coesione tra le associazioni presenti, e un conflitto interpersonale verso il Migep. Questo ci preoccupa molto perché questa mancata coesione tra le varie associazioni oss presenti può portare infine ad un nulla di fatto per il lavoro da istituire, questa non coesione è emersa anche nel verbale della Fnopi.

A tal proposito precisiamo che i temi fondamentali che hanno posto queste associazioni oss nell’incontro, non ci appaiono temi prioritari “collegio, federazione nazionale unica dell’oss, albo, elenco regionale, percorsi parauniversitari, risolvere le criticità degli oss nelle corsie, riconoscimento della figura”, argomenti privi di contenuti e di proposte. Temi su cui riflettere, sicuramente, analizzare, comprendere ma non fondamentali; Temi che sono già richiamati nel testo “la revisione degli Accordi Stato/Regioni, una proposta di lavoro” in modo chiaro e dettagliato, ma, risolvibili con norme di legge.

Inoltre, si precisa che il riconoscimento dell’oss è già dato attraverso la legge 3/18, e il ruolo socio sanitario riconosciuto dalla legge di conversione del Decreto “sostegni bis”, da attuarsi in sedi contrattuali poi; Ci appare quindi che non siano materie congrue per un lavoro congiunto fnopi-Oss istituire una federazione nazionale che riunisca gli oss, né istituire un albo, un collegio, o dei percorsi parauniversitari; Come non è materia né nostra né della Fnopi risolvere la criticità degli oss nelle corsie, è materia quantomeno sindacale.

Per Noi il tema prioritario, principale e fondamentale è la “formazione, il modello formativo, le competenze, il tipo di formazione, anche in conseguenza del PNRR, oltre il documento la revisione degli Accordi Stato/Regioni, una proposta di lavoro”, elaborato congiuntamente con la fnopi che per noi è la base da cui ripartire per il rilancio della figura dell’operatore socio sanitario. Riteniamo fondamentale l’apporto tecnico di analisi e di competenza della Fnopi nel tema d’indirizzo tecnico-scientifico sulle competenze e sul modello formativo dell’oss.

Come Federazione Nazionale OSS siamo per costruire qualcosa d’importante, e riteniamo che la linea da seguire sia nei documenti “la revisione degli Accordi Stato/Regioni, una proposta di lavoro” – “nuova consapevolezza della figura dell’oss” una riflessione che nasce in questi due anni di pandemia e che per noi sono la base da cui ripartire per il rilancio della figura dell’operatore socio sanitario. Riflessione pubblicata sul vostro quotidiano.
La richiesta urgente dell’apertura del tavolo tecnico è dovuta al fatto che questa federazione è un punto di riferimento per molte strutture Rsa, Raa, che ci coinvolgono spesso sul tema “terapia oss in assenza dell’infermiere”.

Questo esempio che sottoponiamo come empirico del tema Oss è uno tra i tanti che a nostra discrezione richiede interventi di riflessione e analisi tecnica di competenze e compatibilità formativa nonché giuridica e deontologica su cui urge intervenire; Strutture che non hanno obbligo della figura dell’infermiere h24, ma si trovano in serie difficoltà per somministrare la terapia, specialmente “l’insulina”. Nelle case di riposo gli oss sono considerati care giver.

Il dilemma arriva dalle regioni e dal governo che non hanno mai definito in modo chiaro le funzioni dell’oss, ma soprattutto nessuno si è mai domandato come si svolge la vita in una RSA?

Egregio direttore: “Chi ha voluto capire capisca”, in questa riunione sono stati posti argomenti privi di contenuti e di proposte che porteranno a nulla di fatto, fermando tutto il procedimento che è già in atto, non è con lo slogan o facendo copia incolla dai nostri documenti costruendo “minestroni” che si cresce, o si da una professionalità alla categoria, ma con analisi e proposte serie e concrete.

Le affermazioni riportate nell’articolo pubblicato sul suo quotidiano “convincendosi che assieme si fa sistema e si cresce – separati non si va da nessuna parte. E quando ci si deve unire occorre che tutti facciano un passo indietro, senza prime, seconde e terze geniture”; vogliamo rammentare a chi ha scritto questo articolo che in questi 10 anni queste associazioni si sono divise in tante altre associazioni, “divi et impera”, si dividono e si riuniscono.

La storia si ripete, ogni volta che il migep apre una strada, queste associazioni creano un conflitto interpersonale/motivo caratterizzato da divergenze d’interessi, di opinioni, di obiettivi con punti di vista diversi che vanno a pesare sulle risoluzioni e sugli ambienti sociali, costruendo sui tavoli di lavoro uno sviluppo distruttivo nei confronti della categoria. Qui non è la competizione di chi arriva primo o di avere quella fetta di popolarità, sta nella capacità di interagire con proposte serie e valide.

Egregio Direttore, questo tipo di collesione tra le associazioni che sorgono a seguito di antipatie o simpatie diventa una causa al problema, dove si sviluppa all’interno di una situazione già oscillante le loro difficoltà di rapporto nella chiarezza, portando ad avere solo ritardi nelle risoluzioni poiché ognuno di costoro s’identifica con il proprio sistema di valori. Un disaccordo che mette in discussione la speranza di trovare soluzioni per la categoria portando a non favorire una cooperazione.

Noi da queste collesioni né vogliamo stare fuori e non essere coinvolti nelle insinuazioni fatti in articoli che non fanno altro che danno, anzi, si vuole precisare che esiste già la federazione nazionale oss ed è il Migep, e queste associazioni saranno sempre contro il migep perché il migep ha fatto la storia e fa la storia da anni. Se questi articoli servono per ripristinare la quiete, senza impegnarsi realmente per un cambiamento, le motivazioni che hanno prodotto il conflitto torneranno a galla, portando nuovi scontri e creando nuova distanza.

Saranno i colleghi oss ha valutare la serietà, i contenuti delle proposte, e decidere con chi affiancarsi e lavorare nella crescita vera.

Leggiamo di tutto in questi giorni “ verrà sottoscritto a Roma un nuovo protocollo d’intesa con la fnopi e le associazioni oss” “un passo in avanti” “accordo con l’Opi della Sicilia” ci domandiamo come l’Opi possa aiutare queste associazioni e perché non si conoscono i contenuti di questi accordi? Riteniamo che prima di cantare vittoria bisogna verificare ogni azione, forse non hanno compreso che il confronto sarà sul documento che la fnopi ha elaborato con il migep.

Noi ci saremo e discuteremo, “formazione, il modello formativo, la tipologia di formazione, le competenze anche in conseguenza del PNRR attraverso il documento elaborato in modo che si possano istituire i principi di una formazione equa con competenze ben definite per l’oss da presentare unitariamente nei canali istituzionali e creare una coesione tra oss e infermieri.

6 ottobre 2021

Presidente Federazione Migep
Angelo Minghetti

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Redazione AssoCareNews.it
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