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Paziente in fin di vita, sotto inchiesta finisce un Operatore Socio Sanitario che lo avrebbe ignorato tutta la notte. La setticemia sarebbe arrivata senza preavviso clinico, forse complice un accesso femorale.

Paziente in fin di vita a causa di una setticemia improvvisa.

Succede in Liguria in una prestigiosa struttura privata della costa.

Secondo le fonti, un OSS sarebbe finito sotto la lente d’ingrandimento ed è stata sicuramente già aperta una procedura interna.

I fatti.

L’uomo, A.N., 55 anni, lavora per la struttura da meno di un anno ed avrebbe coperto il turno di notte fra il 20 ed il 21 gennaio scorso.

Al mattino i colleghi avrebbero trovato diversi pazienti in condizioni penose, di cui la donna adesso in fin di vita.

Evidenza che avrebbe fatto sorgere alcuni dubbi sulla reale vigilanza dell’operatore sulle condizioni igieniche notturne.

A differenza però degli altri, essa presentava un accesso o una compressiva femorale (esistono versioni discordanti, ndr) che avrebbe dovuto rimuovere in questi giorni a seguire.

Secondo le prime accuse la mancanza di igiene e la presenza di feci e urine per diverse ore avrebbero favorito la setticemia in quanto l’ingresso/la medicazione risultavano completamente sporche.

Adesso l’operatore rischia in quanto la donna è stata trasferita in terapia intensiva e lotta per la vita.

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