L'UGL scende in piazza con gli Infermieri Italiani per lo sciopero del 23 febbraio 2018 a Roma.
L'UGL scende in piazza con gli Infermieri Italiani per lo sciopero del 23 febbraio 2018 a Roma.
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Riforma RSA e aumento casi di Coronavirus tra gli operatori del SSN, Giuliano (Ugl Sanità): “pronti a dare il nostro contributo nella nuova commissione ministeriale. La politica deve ora combattere seriamente il Covid”.

La UGL Sanità chiede di essere coinvolta nella costituenda Commissione ministeriale che si occuperà della riforma e riorganizzazione delle Rsa.

“Abbiamo comunicato al Ministro della salute Speranza – dice Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Sanità – di essere pronti a portare il nostro contributo di esperienza e di idee in un confronto aperto che dovrà vedere attorno a un tavolo istituzioni e parti sociali”.

La pandemia impone scelte mirate e urgenti.

“Nelle Rsa il Covid-19 ha colpito con inaudita forza come dimostrato dai tanti focolai e, purtroppo, dall’alto numero di decessi. Serve un forte piano di rilancio che porti a ripensare e ristrutturare le Rsa, senza dimenticare che andrà potenziato, in accordo con le Regioni, anche il piano di servizi domiciliari. Servono investimenti, mezzi e uomini. Le persone anziane, coloro che hanno nel corso della loro vita contribuito allo sviluppo della nostra nazione e alla crescita delle famiglie italiane, non possono essere abbandonate. Sarà importante dirottare le forze anche verso una gestione pubblica. Chiediamo pertanto riqualificare con interventi strutturali le Rsa esistenti, aprirne, ove possibile delle nuove, garantendo degli standard di qualità adeguati. Per farlo servono assunzioni stabili mediante forme di contratto a tempo indeterminato e l’adeguamento economico e normativo, per la parte privata, dei contratti di settore. Non bisogna poi scordare la formazione professionale, dedicando parte delle risorse all’aggiornamento e alla crescita degli operatori sanitari”.

Giuliano conclude. “E’ una sfida, quella di dare un nuovo volto all’assistenza degli anziani, patrimonio assoluto della nostra nazione, dalla quale la UGL non si sottrae, pronta a recitare il proprio ruolo”.

Ora basta con i troppi contagi da Coronavirus tra il personale sanitario e socio-sanitario.

Sono passati mesi dall’esplosione della pandemia in Italia e, a oggi, gli operatori della sanità impegnati in prima linea in questa battaglia rischiano di essere travolti da denunce. Il numero di chi, tra pazienti e familiari, ritiene di aver subito un danno legato al contagio da Covid-19 cresce vertiginosamente, come confermato dal Procuratore aggiunto di Roma nei giorni scorsi.

“Forse perché distratti da discussioni sui fondi del Mes, sul referendum, sulle elezioni amministrative, i politici non hanno dato seguito a quanto gli operatori della sanità si attendevano dimenticandosi di questi eroi” dichiara il Segretario Nazionale della UGL Sanità Giuliano.

“Avevamo chiesto di creare uno scudo penale che proteggesse le migliaia di professionisti che si sono messi al servizio della nazione nella lotta al virus. Non certo per salvaguardare i negligenti o coloro che dovevano prendere decisioni e non sono stati in grado di farlo”.

La UGL Sanità chiede che la questione diventi prioritaria.

“Non c’è tempo da perdere, non possiamo lasciare i professionisti della sanità soli, abbandonati al loro destino con la spada di Damocle di denunce penali e amministrative che metterebbero a rischio le loro carriere. Si allo scudo penale per gli operatori impegnati quotidianamente in questa battaglia, senza che, quando varata, la norma possa diventare un salvacondotto per chi non ha saputo gestire questa terribile emergenza”.