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Oggi presentiamo la storia di Sonia, Infermiera di 36 anni, svenuta in reparto dopo turni massacranti di lavoro: “dopo 6 turni di mattina e 2 notti senza riposo sono crollata, ora basta”.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

mi chiamo Sonia S. e sono una Infermiera. Mi sono laureata di recente e da allora ho fatto sempre lavori saltuari nel privato, fino a quando ho vinto il Concorso pubblico nella mia città e sono entrata a lavorare in Medicina presso il locale ospedale.

Da 6 mesi, ovvero con l’inizio della Pandemia da Coronavirus, ho iniziato a lavorare nell’Azienda sanitaria locale. Mi hanno subito gettata nella mischia, mandandomi, dopo solo 4 giorni di affiancamento, in area Covid. Le colleghe più anziane non ci voleva andare e il Coordinatore Infermieristico mandava noi. Molti colleghi più giovani si sono subito ammalati di Coronavirus, una di loro addirittura è stata ricoverata in Terapia Intensiva e per fortuna, dopo mesi di angoscia, è uscita a venir fuori da quell’incubo.

Da luglio non lavoro più in Covid, ma nel reparto normale di Medicina I. Dalla mia assunzione ad oggi non ho mai avuto, anche se richiesto, un giorno di ferie. Dovevo andarci al 15 al 30 settembre 2020, ma mi sono sentita male e mi hanno dovuta ricoverare.

Dopo 6 mattine di fila e 2 notti senza riposo sono crollata. Sono svenuta davanti ad un paziente mentre provavo a prenderli una vena. Ho visto improvvisamente tutto buio attorno a me e mi sono risvegliata dopo qualche ora su una barella in Pronto Soccorso.

I Medici hanno voluto capire bene cosa mi era successo, mi hanno rivoltata come un calzino, ma non hanno trovato nulla e all’unanimità hanno attribuito il mio svenimento allo stress accumulato in tutti questi mesi di lavoro. Mi hanno tenuta però ricoverata per 12 giorni per analizzare meglio le mie condizioni di salute. Negli giorni precedenti alla lipotimia avevo perso ben 8 Kg, si pensava ad un tumore, ma non hanno trovato un bel niente per fortuna.

Ora mi rendo conto che anche io ho sbagliato, quando il Coordinatore Infermieristico mi chiamava per fare le notti nonostante i riposi non fatti e per sostituire i colleghi in malattia al mattino non dovevo accettare. Alla fine il mio corpo ha detto basta e mi sono dovuta arrendere.

Perché vi ho raccontato questa storia? Perché noi eroi non siamo eroi, siamo solo delle persone che mettono a disposizione del Paziente la loro esperienza e le loro conoscenze scientifiche. Inutile strafare, meglio riposare per garantire le migliori qualità di cura. Un Infermiere stanco e senza forze non serva a nessuno, nemmeno a sé stesso.

Vi chiedo solo di non rendere pubblico il mio cognome, per non avere ripercussioni dal mio Coordinatore Infermieristico.

Grazie.

Sonia S., Infermiera