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Troppo vecchio l’Accordo Stato-Regione del 2001, ovvero il Profilo dell’OSS. La Uil Fpl annuncia una importante novità: si va verso la sua revisione.

Ad annunciarlo la segreteria nazionale della Uil Fpl. Partita la revisione sostanziale del Profilo Professionale dell’Operatore Socio Sanitario. Si è partiti con una prima discussione lo scorso 25 maggio presso la Conferenza Stato-Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano.

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Nel documento della Uil Fpl si legge che: “lo scorso 25 Maggio, si è tenuto un incontro sulla ipotesi di revisione del profilo di Operatore Socio Sanitario con il Comitato Tecnico della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome. La riunione si è incentrata soprattutto sulla illustrazione delle varie condizioni e problematiche che rendono opportuna l’ipotesi di revisione del profilo dell’Operatore Socio Sanitario”.

La Uil Fpl ha condiviso la necessità di uniformare e rendere più attuali i percorsi formativi, ponendoli in linea con le mutate condizioni organizzative delle aziende sanitarie e con la sempre maggiore
centralità di questa figura professionale nei contesti del nostro sistema salute, come pure la necessità di definire standard professionali più chiari e più adeguati.

Profilo Professionale dell’OSS. Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001. Ambiti di lavoro e competenze.

“Nell’incontro abbiamo riportato all’attenzione del Comitato Tecnico anche la questione dell’istituzione del Profilo di “Autista Soccorritore”, che era stata oggetto, dopo un confronto durato anni, di un documento congiunto licenziato nel Novembre 2019, ma che non aveva trovato accoglienza da parte della Commissione Salute. Ci siamo quindi aggiornati per il prossimo incontro al 9 giugno e, su entrambe le questioni, continueremo a garantire la massima attenzione proseguendo nel lavoro di analisi delle ipotesi delineate dal Comitato e di avanzamento delle nostre proposte sul profilo dell’Oss e, per quanto riguarda l’Autista Soccorritore, nel ricercare tutti i mezzi possibili per riprendere il percorso di definizione del profilo, inspiegabilmente interrotto” – continuano dalla Uil Fpl.

Un primo passo in avanti verso il cambiamento che non potrà non partire da una riforma seria della formazione (e dei formatori) e un livello più alto di scolarizzazione (almeno la maturità per accedere al corso di qualifica).