Migranti, presidente Agenzia Italiana Farmaco si dimette: mi oppongo al Governo!

L'ormai ex Presidente Vella, dimissionario
L'ormai ex Presidente Vella, dimissionario

Stefano Vella, presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco, ha consegnato le proprie dimissione al ministro della Salute Giulia Grillo motivando con parole pesanti il suo gesto!

In una nota rilasciata all’ANSA, l’ormai ex presidente dell’ente statale competente nell’attività regolatoria dei farmaci in Italia si è espresso duramente verso le vicende che stanno caratterizzando la cronaca politica nazionale e internazionale.

“Non mi e’ possibile tollerare come medico, di presiedere un ente di salute pubblica in questo momento in cui persone vengono trattate in questo modo sul nostro territorio, dove esiste un sistema universalistico di garanzia della salute. Rispetto il ministro Salvini perché ha messo la sua faccia nelle sue decisioni; ritengo che chiunque si opponga debba farlo come sto facendo in questo momento”.

“Gli ultimi accadimenti, a partire dalla nave Aquarius fino al pattugliatore U. Diciotti, da giorni bloccato nel porto di Catania con uomini e donne ai quali viene negata la possibilità di ricevere cure che sono indispensabili, e che vivono in una intollerabile condizione igienica e sanitaria, anche in base a numerose e autorevoli testimonianze, compresa quella del Procuratore della Repubblica di Agrigento, espongono il nostro Paese a severe critiche internazionali sul piano umanitario e mettono in dubbio la civiltà di cui siamo portatori. Questa sequenza di fatti rende deontologicamente incompatibile la mia permanenza ai vertici di una Istituzione che si occupa di salute, inclusa quella delle persone più fragili e marginalizzate. Non è mia intenzione, ovviamente, in questa sede, entrare nelle scelte politiche di un Governo legittimamente eletto dai cittadini del nostro Paese. Un Governo che, tuttavia, nel portare avanti il condivisibile principio di un’equa accoglienza dei migranti tra tutti gli Stati dell’Unione Europea, mette di fatto a repentaglio la vita di persone che hanno avuto la sventura di nascere in Paesi economicamente”. 

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