Infermieri costretti a fare i Tecnici di Laboratorio Biomedico: protesta FIALS

Infermieri costretti a fare i Tecnici di Laboratorio Biomedico: protesta FIALS.
Infermieri costretti a fare i Tecnici di Laboratorio Biomedico: protesta FIALS.

Riceviamo e pubblichiamo una nota della segreteria provinciale della FIALS di Milano con cui si denuncia un fatto increscioso che sta accadendo alla Fondazione “Opera Casa di Cura San Camillo” di Milano. Gli Infermieri sono costretti a fare i Tecnici di Laboratorio Biomedico e rischiano denuncia per abuso di professione, come accaduto per una Ostetrica di cui vi abbiamo raccontato in separata sede.

A scendere in campo ancora una volta è il segretario provinciale del sindacato, Vincenzo De Martino, non nuovo a simili battaglie. Secondo quanto riferisce nella Fondazione gli Infermieri, per carenza di personale, devono improvvisarsi anche Tecnici di laboratorio biomedico. Tale “onere” è in auge da qualche giorno presso la struttura. E ora gli Infermieri che obbediscono agli ordini della dirigenza e del coordinamento infermieristico rischiano di essere denunciati per esercizio abusivo della professione, come recita chiaramente l’Art. 348 del Codice Penale.

Appare assolutamente scorretta l’attribuzione di responsabilità riguardanti lo svolgimento di attività di competenza del tecnico di laboratorio biomedico e la conseguente gestione delle apparecchiature necessarie per lo svolgimento delle attività richieste.

Dal punto di vista giuridico la FIALS nella sua nota ricorda che:

  1. Il campo proprio di attività e di responsabilità di ciascuna professione sanitaria, ai sensi dell’ art.1 della legge n.42/1999 e della successiva legge n.251/2000, è determinato dai contenuti dei rispettivi profili professionali, dagli ordinamenti didattici dei relativi corsi universitari, nonché da specifici codici deontologici.
  2. L’art. 3 della legge 251/2000, evidenzia che “gli operatori delle professioni sanitarie dell’area tecnico diagnostico e dell’area tecnico assistenziale svolgono, con autonomia professionale le procedure tecniche necessarie alla esecuzione di metodiche diagnostiche su materiali biologici o sulla persona…omissis”.
  3. Nel rispetto reciproco delle specifiche competenze professionali, l’uso di apparecchiature di laboratorio analisi rientra tra i compiti che definiscono il profilo professionale del tecnico di laboratorio biomedico (D.M. 26 n. 746) e non dell’ infermiere.
  4. I tecnici di laboratorio biomedico , quali professionisti in possesso dello specifico titolo abilitante ed iscritti nel rispettivo albo professionale, “assumono la responsabilità specifica tecnico-professionale degli atti a loro attribuiti”, ai sensi dell’ art.11 della legge n. 1103/1965 come sostituito dall’ art.4 della legge n.25/1983.
  5. L’art.16 della citata legge n. 1103/1965, infine, dispone che chiunque eserciti la professione di tecnico di laboratorio biomedico in violazione delle norme contenute nella legge stessa (tra cui quelle relative all’obbligo di iscrizione all’ albo professionale) “e soggetto alle pene di cui all’art.348 del codice penale“ per esercizio abusivo della professione.

La FIALS ribadisce che gli Infermieri e tutti gli altri Professionisti Sanitari, come pure le figure socio-sanitarie, non si possono occupare delle attività proprie dei Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico e richiama la Direzione della struttura e rivedere le sue posizioni. Il sindacato si è appellato al giudice del lavoro.

Sulla stessa scia si starebbe muovendo anche l’Ordine degli Infermieri di Milano – Monza – Lodi – Brianza, che havrebbe stigmatizzato l’accaduto come una vera e propria istigazione all’abuso.

La pensa diversamente Andrea Pantò, dirigente della struttura, che risponde a De Martino dicendo che “agli infermieri è stato fornito unicamente il kit P.O.C.T., peraltro già in dotazione da tempo allo stesso personale per il turno notturno e per gli esami urgenti del sabato e domenica ed il cui uso – come noto – è ormai ritenuto pacificamente rientrante nelle attività di competenza del personale in argomento”.

Un test al point-of-care (POCT) non è altro che un’analisi medica o tecnico-specialistica svolta in prossimità del sito di cura ed assistenza del paziente. Il concetto trainante del POCT è quello di portare ed eseguire il test nel modo più comodo e immediato per il paziente. Ciò aumenta la probabilità che il paziente, il medico, ed il team assistenziale riceva i risultati più rapidamente. Ciò comporta che le decisioni diagnostiche e terapeutiche e le ulteriori analisi da effettuare siano eseguite con una maggiore immediatezza. I test POCT sono spesso realizzati attraverso l’utilizzo di strumenti trasportabili, portatili e palmari (ad esempio, il glucometro nel sangue) e kit test (ad esempio, PCR, HbA1c, omocisteina, test HIV salivare ed altri).

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