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MIGEP. Cambiamo nome agli OSS, chiamiamoli Aiuto-Infermieri.

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Anche il MIGEP favorevole a modificare il nome agli Operatori Socio Sanitari dopo l’intervento di Saverio Proia: “chiamiamoli Aiuto-Infermieri”.

Gentile Direttore,

prendiamo atto con grande soddisfazione e interesse dopo 23 anni di negazione da parte dei politici ad un ragionamento aperto, anche da parte della stessa Fnopi a questo argomento, oggi siamo rimasti sorpresi dalle affermazioni e dichiarazioni della Dott.ssa Manguacavalli durante un recente Convegno organizzato da Anaste, dove si è espressa favorevolmente sulla necessità di far nascere una figura che si ponga a livello intermedio tra gli stessi infermieri e gli OSS, ma che NON è il super /OSS tanto citato, riconoscendo nel suo intervento che bisogna archiviare definitivamente la perniciosa teorizzazione dell’infermiere “unico e polivalente”. Interessante, quanto ha indicato l’utilità dell’infermiere generico, e che la nuova figura deve far parte dell’ambito sanitario ritenendo che la denominazione potrebbe essere (aiuto infermiere), accogliendo le nostre riflessioni di cui ha sempre negato la possibilità di realizzare questo progetto nei vari incontri avuti..
Come Federazione Migep si ritiene che debba essere sulla base del sistema francese (assistente infermieristico), augurandoci che non si tratti della solita riqualificazione in massa di OSS – OSSFC in “UGO”, ma un percorso formativo attraverso una selezione dall’interno degli OSS – OSSFC ma anche a regime dall’esterno con nuove generazioni motivate a questa nuova scelta professionale recuperando anche le vecchie figure esistenti (infermiere generico – puericultrice).

Fin dal lontano 2004 con una proposta di legge n 3268, sul riordino del ruolo infermieristico e l’istituzione di una figura intermedia, e tra il 2010/2012 nel “Tavolo Ministero-Regioni su ruolo, funzioni, formazione e programmazione del fabbisogno dell’operatore socio sanitario abbiamo sostenuto la necessità di individuare una figura professionale intermedia tra l’OSS e l’infermiere sulla base del sistema francese (assistente infermieristico o aiuto infermiere), ma con caratteristiche diverse dai tentativi messi in campo dalle regioni sopra menzionate e dallo stesso collegio Ipasvi ora Fnopi con la proposta Cooperatore Socio sanitario (CoSS) che rilegava l’oss nel tecnico con limitazioni di evoluzione.

La Regione Veneto prima, e la Lombardia dopo, hanno attivato l’iter per promuovere la nascita di una figura intermedia tra gli OSS e gli infermieri rispettivamente Super/OSS e/o Vice Infermiere, e quello presentato dalle Regioni sulla revisione del profilo dell’OSS dove il testo in esame, non apporta nessuna miglioria al profilo dell’operatore socio sanitario, lasciando inalterate le dinamiche fin qui adottate dal lontano 2001,e non possiamo accettare che l’oss sia relegato ai minimi termini.

Da qui si evince come la proposta del MIGEP sia lontana dall’idea evolutiva voluta dal Veneto e Lombardia e da quello delle Regioni. Una figura che deve nascere da una formazione di 1500 ore di base sanitaria, un diploma di qualifica, un registro nazionale obbligatorio, tutto attraverso un istituto socio sanitario.

Ci sono voluti 23 anni per capire che si era creato un vuoto legislativo senza nulla togliere alla politica infermieristica, le leggi 42/99, 251/00, 43/2006, 1/202 hanno creato un vuoto assistenziale, portando notevoli disparità e disuguaglianze fra tutte le professioni esistenti.

Come MIGEP fin da subito abbiamo contestato e contrastato il tentativo di dare vita ad una nuova figura che non avesse le necessarie competenze in ambito sanitario, come abbiamo espresso la contrarietà ad alcuni contenuti nel documento che si è elaborato congiuntamente sulla nuova formazione oss, soluzioni che non davano e non danno risposte in materia di competenze e responsabilità, e che non dia un inquadramento giuridico, contrattuale e retributivo. Siamo convinti che il Super/OSS o vice infermerie che sia, non sia la risposta adeguata necessaria al Paese.

Da sempre abbiamo sostenuto, ancora di più oggi, che l’operatore socio sanitario debba essere una professionalità riconosciuta, inquadrata con il suo profilo professionale, dal quale emergano competenze e responsabilità. Altresì siamo convinti sostenitori che la figura dell’operatore socio sanitario debba evolversi per fare fronte al modificarsi dei bisogni assistenziali degli italiani.

Nonostante questa premessa, soprattutto nell’ultimo anno, abbiamo visto come da più parti si vorrebbe intervenire sulla figura dell’OSS integrando con corsi ad hoc la competenza sanitaria per far fronte alla carenza di personale nelle strutture per anziani (CRA,RSA, Centri Diurni e semi/residenziali).

La necessità di una formazione equivalente a livello europeo e omogenea, una revisione del profilo professionale, un registro nazionale obbligatorio, una formazione continua di aggiornamento, sono punti fondamentali e riteniamo non più rinviabili per le necessità del contesto socio sanitario del paese.

Riteniamo in conclusione che devono esserci punti chiari:

  • Una figura a livello nazionale e non parcellizzato da regioni a regioni.
  • Una figura sanitaria che copre tutti i settori pubblici che privati.
  • Competenze chiare.
  • Riconoscimento contrattuale e giusto collocamento.
  • Formazione ECM.
  • Diploma di qualifica.
  • Scuole sanitarie attraverso istituti socio sanitari.
  • Un osservatorio nazionale per ragionare sulle varie modalità.

Grazie.

Federazione Migep

Leggi anche:

Proia: “chiamiamo gli OSS con il loro vero nome, ovvero Assistenti Infermieri o Aiuto-Infermieri”.

Comitato di Redazione
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