Des manifestants crient des slogans dans le cortège de quelque 1.500 étudiants infirmiers qui dénoncent, le 10 octobre 2006 dans les rues de Lyon, leurs conditions et demandent une reconnaissance de leur futur diplôme IDE à BAC + 3. AFP PHOTO JEFF PACHOUD (Photo by JEFF PACHOUD / AFP)
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L’impugnazione del Governo sulla legge delle risorse aggiuntive è un atto inqualificabile. Se la situazione non si sblocca pronti a far valere i nostri diritti.

“Apprendiamo dell’impugnazione da parte dello Stato della legge regionale del Piemonte che distribuisce le risorse aggiuntive statali (18 milioni di euro) e regionali (36 milioni di euro) destinate all’incremento dei fondi contrattuali del personale del Servizio sanitario regionale per l’emergenza Coronavirus” – lo riferiscono all’unisono i sindacati piemontesi di Cgil, Cisl, Uil, Fials, Fsi e Nursing Up.

Il provvedimento del Governo arriva come un fulmine a ciel sereno. A prescindere dalle ragioni contabili, si tratta di un atto vile e del quale è difficile capire la ratio. I lavoratori Piemontesi del comparto sanità, stufi di essere presi in giro, stanchi del doppio gioco di chi li incensa a parole e poi li accoltella alla schiena quando è ora di tramutare le parole in atti, si ricorderanno di questa decisione e di chi ha deciso di prenderla.

“Se entro due giorni la situazione non si sblocca e i soldi non verranno erogati, valuteremo tutte le modalità con cui far valere i nostri diritti” – sbottano le sigle sindacali prima descritte.