Guerra tra Fials e AADI: De Martino denuncia l’associazione per danno d’immagine.

Guerra tra Fials e AADI: De Martino denuncia l'associazione per danno d'immagine.
Guerra tra Fials e AADI: De Martino denuncia l'associazione per danno d'immagine.

De Martino spiega che per errore è stato indicato un Master invece di un attestato di formazione post laurea

E’ oramai guerra aperta tra l’Associazione Avvocatura degli Infermieri (AADI), presieduta da Mauro Di Fresco e a livello territoriale da Maria Lauretta Anelli detta Laura, e la segreteria territoriale FIALS metropolitana di Milano. Oggetto del contendere un “master” contestato al segretario Vincenzo De Martino che parla apertamente di strumentalizzazioni dovuti a “invidia” rispetto alla “mia persona e alla crescita che stiamo avendo in termini di consenso. Non si rendono conto che queste modo di fare serve solo ad infangare la professione infermieristica“. Nella bufera finisce anche l’Ordine degli Infermieri di Milano. Ma vediamo cosa è accaduto.

Il comunicato della FIALS metropolitana di Milano

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it

con la presente comunichiamo che l’Organizzazione sindacale FIALS Milano area metropolitana sta provvedendo a proporre denuncia per diffamazione e danno di immagine con richiesta di risarcimento danni nei confronti dell’AADI Regione Lombardia per le dichiarazioni dei  giorni scorsi a mezzo social della Segretaria Regionale ad opera dell’Infermiera Laura Anelli.

Tali accuse, afferma De Martino, servono solo ad infangare l’immagine della mia persona e del sindacato ma soprattutto ledono all’immagine degli infermieri , la Signora Anelli candidata nella lista perdente alle scorse elezioni OPI di Milano non ha digerito la sconfitta e cerca gloria screditando tutti e tutto. Quello che non si capisce è che cosi facendo di lede l’immagine della nostra professione ma soprattutto si indebolisce la figura degli infermieri nei confronti delle istituzioni. Tali comportamenti sono inaccettabili e per questi motivi abbiamo deciso di denunciare l’AADI nella persona della Sig. Anelli con richiesta di risarcimento danni perché riteniamo che simili soggetti “pericolosi e dannosi” per la professione infermieristica non possano essere lasciati liberi di buttare fango su tutti senza essere puniti. . Il ricavato sarà devoluto alle associazioni che si occupano di ricerca infermieristica.

Si precisa Vincenzo De Martino, segretario del sindacato FIALS metropolitana di Milano nonché componente del consiglio direttivo dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Milano – Lodi – Monza è stato fatto oggetto di ignobili accuse diffamatorie per il fatto che nella scheda curriculare pubblicata a cura dell’Ordine e nel sito di questo un titolo formativo regolarmente acquisito dopo il percorso di studi universitari (afferente il diritto contrattuale dell’infermiere, nell’ambito di un corso di formazione tenuto dalla Avvocatura di Diritto Infermieristico) viene impropriamente indicato come master di I livello anziché soltanto quale diploma/attestato di formazione post laurea.

In particolare nel commento pubblicato .tale erronea ma del tutto ininfluente indicazione viene strumentalmente e capziosamente rappresentata quale una sorta di abuso di titolo ovvero quale mezzo fraudolento per ottenere la carica di componente del consiglio direttivo dell’OPI. Nulla di tutto ciò è ravvisabile nel caso di specie!

Per altro verso l’erronea indicazione non ha alcuna incidenza o connessione con la designazione a componente del consigli direttivo dell’OPI, per la quale il possesso di un master o il numero degli stessi non costituisce né requisito di ammissione né criterio di calcolo di un punteggio maggiore. Dunque l’erronea indicazione è sfornita di qualsivoglia idoneità oggettiva a incidere sulla attribuzione della carica di componente dell’OPI, peraltro sin dall’inizio pienamente a conoscenza del contenuto e della portata del titolo in questione, di cui il sottoscritto ha fornito tutti i riscontri identificativi.

Per quanto sopra, trattandosi di una ininfluente indicazione nominalistica inappropriata, fatta in assoluta buona fede e senza alcun fine di trarre vantaggio, la strumentalizzazione che ne è stata fatta è del tutto ingiustificata e spropositata rispetto ai reali contorni di quanto rilevato, evidentemente al solo fine di screditare lo scrivente e – direttamente e indirettamente – le numerose iniziative dal medesimo promosse personalmente e per il tramite degli organismi di cui si onora di far parte nell’interesse degli infermieri e degli operatori sociosanitari di Milano e della Lombardia.

In conclusione riteniamo che simili dichiarazioni siano solamente mossi da forme di invidia da parte di piccole associazioni o soggetti in cerca di visibilità ma del tutto assenti nelle problematiche giornalieri del personale infermieristico nelle strutture ospedaliere.

Anelli (AADI Lombardia) candidata contro De Martino all’OPI di Milano

Va evidenziato che l’acredine tra AADI e la FIALS potrebbe essere collegata a vicende che vanno al di là delle questioni meramente indicate dalle due organizzazioni e che potrebbero essere ascrivibili ad una dura competizione tra le parti nata mesi fa in occasione della competizione per la conquista dell’Ordine degli Infermieri di Milano – Monza – Lodi – Brianza.

Anelli, delegata lombarda dell’Associazione Avvocatura degli Infermieri, era candidata contro De Martino (poi eletto in maggioranza nel consiglio OPI) e sosteneva il presidente uscente Giovanni Muttillo. Alla fine quella che per tutti era la “Lista della FIALS“, ma che in realtà al suo interno aveva esponenti provenienti da varie esperienze professionali, umane e sindacali, ha vinto le elezioni portando alla presidenza l’attuale responsabile Pasqualino D’Aloia. Per Muttillo, che aveva inserito nella sua lista anche la Anelli, si è trattato di una sconfitta senza precedenti, dopo anni alla guida dell’ex-Ipasvi milanese, una delle più influenti a livello nazionale in termini di delegati congresso nazionale FNOPI e di iscritti.

La querela dell’Associazione Avvocatura degli Infermieri

È facile apparire grandi studiosi e appassionati delle materie giuridiche in ambito infermieristico; più difficile è studiarle davvero.

Così un consigliere dell’OPI di Milano nonché segretario FIALS, si è ammantato di cultura e sapienza da vendere nel Consiglio Direttivo dell’Ordine, autocelebrandosi masterizzato in Diritto Contrattuale dell’infermiere. In questo modo chi meglio di lui poteva essere chiamato a “consigliare” l’Ordine sulle questioni che attengono i rapporti di lavoro della figura infermieristica?

Peccato che il Master non esiste!

Ma il fondo non l’ha toccato dichiarando in un curriculum pubblicato sul sito ufficiale dell’OPI di Milano di aver frequentato un Master del tutto inventato: no, l’ha toccato dichiarando che il Master è stato organizzato da noi, dall’Associazione Avvocatura Degli Infermieri.

Proprio da lui non ce l’aspettavamo. Il soggetto in questione ci odiava in maniera plateale.

Ha sparlato contro l’A.A.D.I. in lungo e in largo, fino a costringerci alla querela per diffamazione perché dichiarò, in un delirio di ingiurie, che eravamo inutili.

Da un lato, sapere che un nostro così acerrimo nemico, in fondo in fondo, ci stimi e che ci abbia scelto per falsificare un Master ci lusinga, però dobbiamo anche tutelare la nostra immagine. Abbiamo quindi chiesto alla procura di Milano di farci sapere se la pubblicazione di un dato ingannevole appartenente ad un membro dell’OPI di Milano (si ricordi che l’OPI è un ente dotato di personalità giuridica non economica – Legge n. 3/2018) costituisca reato, oppure sia lecito gareggiare per chi la spari più grossa.

Quello che però ci chiediamo e come faccia un sindacato serio ed affidabile come la FIALS ad avere un simile ciarlatano tra i propri segretari.

In conclusione

Come andrà a finire? Probabilmente la querelle finirà in tribunale con le parti chiamate dal giudice a spiegare le rispettive posizioni e a verificare chi ha commesso un eventuale reato o ha danneggiato la parte avversa. Staremo a vedere, intanto non ci resta che attendere fiduciosi nella decisione della magistratura.

De Martino, per finire, ha ammesso tranquillamente di aver indicato nel suo CV una dicitura sbagliata. L’AADI dal canto suo non è stata tenera nei confronti del segretario FIALS e  ci ha tenuto a far capire che non ha mai organizzato quel tipo di Master.

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