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domenica, Settembre 19, 2021
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Giorgione: ecco come cambierò in Puglia il futuro della sanità e dei professionisti sanitari.

Gino Giorgione: ecco come cambierò in Puglia il futuro della sanità e di Medici, Infermieri, Oss, Professioni Sanitarie e di tutti gli altri operatori.

Durante questa anomala campagna elettorale, Giorgione sta seguendo con molta attenzione tutte le dichiarazioni e che si stanno susseguendo a difesa dei “sacrosanti diritti” o “diritti incontestabili” delle strutture sanitarie private e, ovviamente, degli assistiti che ricevono le loro cure e dei lavoratori che prestano servizio alle dipendenze delle stesse. Osserva, con meravigliato stupore, anche la posizione interessata di chi già ci ha rappresentato in Consiglio, sia di maggioranza che di opposizione che, a margine della consueta passerella pre-elettorale o visita istituzionale rilascia l’immancabile dichiarazione stampa che dovrebbe sintetizzare il “malessere” del comparto, di questo delicato settore.
Giorgione è un tecnico prestato alla politica. Crede che sia giunto il tempo di spiegare tecnicamente i gravi problemi che il settore si porta dietro da tempi antichi, quello che si è fatto, quanto ancora c’è da fare e quanto lui potrà fare se i cittadini porranno la loro fiducia sulla sua coalizione.

In oltre 25 anni di attività sindacale in veste di Segretario Generale della FPL – UIL, l’incessante lavoro d’ascolto di Luigi Giorgione gli ha trasferito tutte le difficoltà che incontra l’imprenditore della sanità privata nella gestione delle attività e che si ripercuotono sugli incolpevoli lavoratori il cui malessere organizzativo finisce per riflettersi inevitabilmente sulla qualità di assistenza. E questo è un dramma nel dramma.

“Per anni, ho ascoltato i datori di lavoro, gli imprenditori, ma mi sono soffermato maggiormente con i dirigenti, con coloro che hanno la responsabilità organizzativa e gestionale delle strutture sanitarie che governano, con coloro che “vivono le corsie”. Ho dedicato molto tempo all’ascolto dei lavoratori, medici, professioni sanitarie e di supporto. Ho voluto sentire anche e soprattutto gli assistiti che, quando l’imprenditore è costretto a ritardare l’erogazione dello stipendio, come drammaticamente è avvenuto in questi ultimi mesi oppure non crea un contesto lavorativo disteso, vive lo stress con lo stessa intensità del dipendente e ne risente l’esito della cura. DRG, tariffe di remunerazione inadeguate, spesso ferme ad oltre 10 anni fa o che non considerano i costi reali di produzione, distribuzione dei budget sullo storico da parte delle ASL e non su indicatori di qualità di miglior assistenza erogata (quando invece, su questo aspetto, la normativa regionale è molto chiara). Una “giungla inesplorabile” di normative in continua evoluzione e che dovrebbero essere raccolte in un testo unico regionale, semplificate e rese chiare e trasparenti. Molto è stato fatto, ma molto ancora c’è da fare. Ho speso gran parte della mia vita e del mio tempo a cercare di rendere fruibile alla politica tutto il disagio gestionale delle strutture sanitarie pubbliche, ma soprattutto private: la sofferenza di migliaia di lavoratori che sono stati in cassa integrazione e hanno visto solo qualche giorno fa il suo accredito, che hanno rischiato anche in prima linea, ma non hanno ricevuto alcun premio, anzi quello previsto dal contratto collettivo nazionale a luglio, paradossalmente e tristemente, gli è stato tolto per le assenze dovute all’ammortizzatore sociale. Lavoratori che non vedono adeguare le proprie retribuzioni da 14 o 8 anni in base al contratto applicato, professionisti sanitari umiliati da retribuzioni non proporzionate alla quantità e qualità del loro lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla loro famiglia un’esistenza libera e dignitosa come recita bene l’art. 36 della Costituzione italiana.
E mi sono chiesto, ma è mai possibile che persone con lo stesso livello culturale, lo stesso percorso universitario o di formazione e che eroga le medesime prestazioni con le stesse responsabilità, possa essere trattato in differenti modi in base al contratto di lavoro applicato in azienda?

Sono tante e molteplici le problematiche che attanagliano la sanità privata, in Italia e in Puglia.

In questa breve campagna elettorale voglio affrontarli, sviscerali, ascoltarli con ulteriore attenzione e voglio raccontarli. Se i cittadini vorranno, mi impegnerò a risolverli con una coalizione che in tutti questi anni, certamente non è rimasta impassibile al grido di allarme, ma che sicuramente vuole fare da apripista in Italia a un modo diverso di concepire la sanità privata: non sostituiva, ma integrativa del pubblico, ma con pari dignità per chi investe, per chi ci lavora e, soprattutto, per chi con essa si cura.

Redazione AssoCareNews.it
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