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Fabbisogno Professioni Sanitarie: ecco decreti MIUR e date selezioni..

Fabbisogno Professioni Sanitarie: ecco decreti MIUR e date selezioni..

I Corsi di Laurea nelle varie discipline sanitarie potranno accogliere 13.000 futuri medici, veterinari e odontoiatri, e 16.000 futuri Infermieri, Infermieri pediatrici, Ostetriche/i e altri Professioni Sanitarie.

“Oggi abbiamo sancito un Accordo Stato-Regioni importante perché definisce il fabbisogno per il Servizio sanitario nazionale, per l’Anno Accademico 2019-2020 per le diverse professioni sanitarie”. Lo ha dichiarato il vice presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Giovanni Toti (presidente Liguria). Lo riferisce l’agenzia di stampa AskaNews.it.

Le date delle selezioni.

Ecco le date previste per la selezione di aspiranti Medici e Professionisti Sanitari di altre discipline.

  • Medici Chirurghi > 3 settembre 2019;
  • Professioni Sanitarie > 11 settembre 2019;
  • Medici Chirurghi in Lingua Inglese > 12 settembre 2019.

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti ha firmato i decreti che determinano i posti per l’immatricolazione ai corsi di laurea e ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico ad accesso programmato nazionale per l’anno accademico 2019/2020, destinati ai candidati dei Paesi UE e non UE residenti in Italia.

Quest’anno sono 11.568 i posti per Medicina e Chirurgia1.133 quelli per Odontoiatria; 759 i posti per Medicina Veterinaria6.802 quelli per Architettura.

Contestualmente, il Ministro ha firmato il decreto con il contingente di posti destinati ai candidati non comunitari residenti all’estero, che sono 743 per Medicina e Chirurgia (in lingua italiana e in lingua inglese); 86 per Odontoiatria (in lingua italiana e in lingua inglese); 74 per Medicina Veterinaria; 439 per Architettura; 1.277 per i corsi di laurea delle Professioni Sanitarie; 78 per i corsi di laurea magistrale delle Professioni Sanitarie; 160 per Scienze della Formazione Primaria.

Le iscrizioni on line per i corsi di laurea e laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, Veterinaria, Odontoiatria e Protesi Dentaria e Architettura saranno attive dal 3 luglio 2019 fino alle ore 15.00 del 25 luglio 2019, sul portale www.universitaly.it.
Con successivi decreti ministeriali saranno determinati i posti per le immatricolazioni ai corsi di laurea e laurea magistrale in Professioni Sanitarie.

Questo il calendario:

  • Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria in lingua italiana, 3 settembre 2019;
  • Medicina Veterinaria, 4 settembre 2019;
  • Professioni Sanitarie, 11 settembre 2019;
  • Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria in lingua inglese, 12 settembre 2019;
  • Scienze della Formazione Primaria, 13 settembre 2019;
  • Professioni Sanitarie (laurea magistrale), 25 ottobre 2019.

I decreti:

A chi vuole Diventare Infermiere dovrebbero essere riconosciuti oltre 15.000 posti (la Conferenza ne proponeva poco più di 14.600). Per gli aspiranti Infermieri Pediatrici si pensa a 190 posti, contro i 243 proposti dalle Regioni e dalle Province Autonome.

Giovanni Toti, vice presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Giovanni Toti, vice presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

“Si tratta – ha spiegato Toti – di oltre 13.000 futuri medici, veterinari e odontoiatri, più di 16.000 futuri infermieri e ostetrici, oltre 12.000 studenti che saranno impegnati nelle aree della riabilitazione, tecnico diagnostica, tecnico assistenziale, prevenzione, oltre a futuri farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi”.

Per arrivare all’accordo si è partiti dalle richieste di fabbisogno fornite dalle Regioni e dalle Federazioni nazionali di Ordini, Collegi e Associazioni, a cui ha fatto seguito una fase di consultazione con tutti gli stakeholders nel corso di diversi incontri tecnici. Un confronto che ha comunque portato ad una sostanziale identità di vedute tra i ministeri coinvolti e le Regioni.

I Medici non esultano e non brindano nemmeno gli aspiranti Medici.

Su Doctor33 il collega Mauro Miserendino parla di 50-60 mila aspiranti medici attesi al test d’ingresso all’università il prossimo 3 settembre: aumentano di quasi 1600 unità gli studenti immatricolabili ai corsi a numero programmato di Medicina, da 9979 a 11568. E di 137 unità (da 1096 a 1133) i futuri odontoiatri.

Lo annuncia il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti che ha firmato i decreti sui concorsi poi ratificati dalla conferenza stato regioni; per inciso, si tiene il 12 settembre il test per Medicina in lingua inglese e il 25 ottobre quello per le 22 professioni sanitarie, 28 mila posti in palio di cui 16 mila tra infermieri ed ostetrici e 12 mila tra tecnici ed altri professionisti di prevenzione, terapia, riabilitazione.

La novità però non piace agli addetti ai lavori. Se pure il ministro Bussetti non si è nascosto che serve un contestuale incremento delle borse di specializzazione mediche («non ha alcuna utilità avere più laureati se poi non si specializzano e non possono esercitare») non convincono quei 1600 posti in più.

L’intervento di Filippo Anelli (Presidente FNOMCeO), che se la prende con il ministro Bussetti.

Filippo Anelli.
Filippo Anelli.

«Sarà reso vano il meritorio tentativo di aumentare il numero delle borse preannunciato dal Ministro Grillo – protesta il presidente della Federazione degli Ordini Filippo Anelli – perché un altro Ministro, il professor Bussetti, sta aumentando il numero dei laureati. Nel Ssn mancano gli ortopedici, i neurochirurghi, i pediatri, i cardiologi, i generalisti, gli anestesisti, non i medici!».

Anelli chiede al premier Giuseppe Conte di dirottare le risorse individuate per l’aumento dei posti a medicina al finanziamento di borse di specialità e in Medicina generale.

L’intervento di Angelo Mastrillo, che al contrario parla di situazione drammatica per i Medici.

Angelo Mastrillo.
Angelo Mastrillo.

Anche il segretario della Conferenza nazionale dei corsi di laurea delle professioni sanitarie Angelo Mastrillo concorda nel definire drammatica la situazione dei medici. Il nostro non si lascia incantare dai dati che vogliono i medici al 94% al lavoro dopo un anno ma fa un’analisi a partire dal confronto con le analoghe percentuali Almalaurea sui sanitari delle 22 professioni. Questi ultimi testimoniano uno stop del trend positivo degli ultimi anni, una ripresa soprattutto in professioni precedentemente falcidiate come tecnici di radiologia ed ostetrici, e soprattutto un calo del 2% per infermieri ed ostetrici tra 2007 e 2017: in sette di questi dieci anni il servizio sanitario intanto perdeva unità lavorative senza rimpiazzarle.

«I dati non sono positivi sia per gli infermieri sia per i medici. Per i 400 mila infermieri abbiamo una carenza strutturale di 60 mila unità denunciata da Fnopi, in Inghilterra sono 7 volte i medici operativi, in Italia specie al Sud il rapporto è 1 a 1, e il calo dell’occupazione a un anno registrato da Almalaurea non dovrebbe esserci. Tuttavia, se pure la situazione è lungi dall’essere buona, non appare emergenziale sotto il mero aspetto occupazionale – a due anni quasi il 100% degli infermieri trova lavoro – e per l’altissima qualità con cui l’infermiere italiano sopperisce ai vuoti in organico. Certo, finché si regge. Andrebbe pianificato nell’arco di più anni un numero di immatricolazioni ai corsi, maggiore rispetto a un turn over di 12 mila unità annue, 3% del totale degli infermieri. La mia opinione personale è che sia più drammatica la situazione dei medici: stiamo qui a parlare di carenza generalizzata quando ci sono 10-12 mila laureati sottopagati, rimasti fuori dal circuito delle specialità, che generano 8-10 mila concorrenti al test di specialità ai quali si aggiungono ogni anno 8 mila laureati e tra un anno si aggiungeranno almeno 6 mila laureati della tornata a suo tempo ammessa a Medicina dopo aver ricorso contro irregolarità del test d’ingresso. Avremo una pressione di 24 mila laureati su 8 mila posti disponibili nelle specialità. Peggiorerà la situazione dei medici nel “limbo” e intanto avremo iniziato a sentire i vuoti in specialità impegnative e basilari come la chirurgia».

Per Mastrillo, «non ci sarebbe stato bisogno di inserire un 15-20% in più di aspiranti medici nei corsi di laurea. Tra l’altro la preparazione di un medico si valuta dopo 10 anni, mentre il tema delle carenze in certe discipline è emergenziale. Certo, per lo stato le borse di specialità hanno un costo ben più alto rispetto al sostegno degli studi di un iscritto a medicina…».

Un cenno alle altre professioni sanitarie: nel giro di un anno fisioterapisti, logopedisti, terapisti neuroriabilitazione trovano posto; infermieri, ostetrici, educatori ci riescono in due anni; altri professionisti tendono ad essere sempre più a partita Iva, «vogliono essere liberi, questo li porta talora fuori dal circuito del Ssn, che pure avrebbe bisogno di loro. La “mina” in questo caso è più per il servizio pubblico che per la carriera del singolo. Le professioni che hanno subito negli ultimi anni contrazioni occupazionali sono in pur modestissima ripresa».

Fonte: Doctor33 – AskaNews – AssoCareNews.it

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