Doppie mansioni al Pronto Soccorso di Imola: legale minaccia denuncia in Procura.

Doppie mansioni al Pronto Soccorso di Imola: legale minaccia denuncia in Procura.

Sanitari di stanza al PS lavorerebbero in altre realtà. La FIALS dice basta e chiede all’Azienda sanitaria di interrompere lo stato di fatto a garanzia dei lavoratori e del Cittadino.

E’ polemica ad Imola per le presunte doppie mansioni a cui sono costretti Infermieri e Medici del locale Pronto Soccorso e un legale, l’avv. Matteo Nanni, minaccia esposti in Procura diffidando l’Azienda sanitaria dell’ospedale “Madonna delle Scalette” ad interrompere l’attuale andazzo. Il legale scende a difesa di alcuni lavoratori iscritti alla FIALS, ma di fatto fa le veci di tutti coloro che si ritrovano in questa situazione, che spiegherebbe anche lo stato di sfacelo e di disorganizzazione del PS.

L’avvocato bolognese scende in campo non solo per tutelare i sanitari interessati, ma per ribadire che alla fine della fiera è il Cittadino a rimetterci in questo presunto caos organizzativo.

Ecco la missiva dell’avv. Nanni

Doppie mansioni operatori 118 in Pronto Soccorso

Formulo la presente in nome e per conto della FIALS Bologna, in pers. del leg. rapp.te p.t., Sig. Alfredo Sepe, nato a Gragnano (NA) il 21/10/1984, il quale mi ha conferito ampio mandato scritto in relazione alla pratica in oggetto.

Riferiscono alcuni lavoratori aderenti alla predetta sigla sindacale che l’Azienda USL Imola ha messo in essere, da diversi anni, modelli organizzativi in cui il personale operante in Pronto Soccorso (PS) è contemporaneamente in servizio nel sistema di emergenza territoriale 118.

L’attuale organizzazione farebbe risultare alcuni medici ed infermieri operatori del 118 all’interno del turno in PS: nei fatti buona parte dell’organico in servizio non può garantire la costante presenza nella sede di PS per assolvere interventi nel territorio.

Tale organizzazione potrebbe causare problemi clinico assistenziali: come ad esempio nei casi in cui si presentino contemporaneamente più pazienti complessi classificati come codici gialli e rossi che non possono essere lasciati in attesa.

Di fatto, tali lavoratori appaiono adibiti ad una doppia mansione: quella di operatori di 118 e quella di operatori del servizio di Pronto Soccorso.

Tutto quanto premesso, con la presente sono quindi ad intimare alla ricevente struttura sanitaria di cessare immediatamente tale prassi.

In caso di diniego, avendo già ricevuto mandato in tal senso, non esiterò senza ulteriore avviso ad adire le competenti vie giudiziarie per la tutela dei lavoratori senza escludere la possibilità di adire l’ITL di Bologna. 

Valga la presente, ad ogni effetto di legge, quale formale intimazione e diffida ad adempiere ed, inoltre, quale costituzione in mora ed atto interruttivo di ogni termine di decadenza e di prescrizione di legge.

Distinti Saluti.

Avv. Matteo Nanni

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