OSS si licenzia da RSA: mi costringevano a fare l’Infermiera.

Gli OSS dell'APSP di Trento non somministrano la terapia ai pazienti!

Con una lettera alla nostra redazione l’operatrice socio sanitaria Stefania Loconsole denuncia i presunti abusi in clinica per anziani (RSA).

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

la leggo da tempo e come OSS trovo il suo giornale molto completo perché trattante di tutta la sanità e di tutti gli operatori sanitari. Vengo al motivo per cui le scrivo. Dopo aver letto un servizio a sua firma sull’abuso di professione da parte degli Operatori Socio Sanitari nella somministrazione di farmaci ho chiesto lumi in merito alla mia Direzione, che ha risposto espressamente: “quel giornale scrive cavolate, anche le scimmie somministrato terapia farmacologica”.

Sono rimasta basita per la sua risposta e non mi sono arresa di fronte a tanta superficialità. Mi sono rivolta alla Cisl e poi alla CGIL, ma anche loro mi hanno risposto che non era vietato e che l’importante è che a preparata la terapia fosse un medico o un Infermiere.

Anche in questo caso sono rimasta senza parole. Poi ho chiesto ai due sindacalisti interpellati qual era il loro lavoro: il primo era un operaio metalmeccanico, il secondo un dipendente dell’azienda del gas. Tutti e due sono in aspettativa per incarichi sindacali. Ed ho capito: questi di sanità e di professioni sanitarie e tecnico-sanitarie non capiscono una bella cippa.

A quel punto mi sono chiesta: è forse per questo che i contratti aziendali sono sempre o quasi sempre contro i lavoratori?

Sconsolata sono tornata in azienda e alla prima occasione ho chiesto un secondo colloquio alla mia dirigente. Io lavoro in una residenza sanitaria privata, con pazienti non tutti auto-sufficiente. Da noi l’Infermiere è presente solo 4 ore al giorno, dal lunedì al venerdì e poi 2 ore al dì dal sabato alla domenica. Sono in due e si alternano anche in altre strutture del mio gruppo imprenditoriale. Preparano la terapia per le 24 ore, ce la lasciano in Infermeria e poi noi a turno lansomministriamo, anche a chi non è capace di assumerla da solo o fa solo.

Parlo di mia struttura, me in realtà non ci lavoro più da qualche settimana, in quanto mi hanno costretta alle dimissioni dopo tanto soprusi e perché ho sollevato il problema della terapia farmacologica. Molti OSS mi hanno seguito, a quelli che avevano il determinato non è stato rinnovato il contratto e sono stati sostituiti da ragazzini alle prime armi, che lavorano e non fanno domande imbarazzanti.

Al secondo colloquio di cui dicevo la direttrice mi ha detto chiamamente che gli Infermieri costano e che se volevo continuate a lavorare là dentro senza problemi mi dovevo adattare o ero libera di andar via. Per principio e perché ci tengo alla mia professione e si pazienti ho deciso di andare via, non prima di aver presentato un esposto alla presidenza dell’azienda, dove ho denuncia tutto. La risposta? Non l’ho ancora ricevuta e forse non la riceverò mai.

Grazie per lo spazio che deciderete di dedicarmi.

Stefania Loconsole, OSS e non Infermiera.


Carissima Stefania,

Grazie per la tua segnalazione e ti suggeriamo fin da subito di denunciare tutto alle forze dell’Ordine. Con una serie indagine e le dovute pene magari qualcosa in futuro cambierà. Hai avuto un coraggio da leoni ad affrontare in questo modo la situazione e ci spiace che non ci sia stato alcun apporto da parte delle organizzazioni sindacali che hai citato. Per fortuna ci sono tante altre sigle che da tempo si battono contro lo sfruttamento degli OSS e contro l’abuso di professione. Continua a seguirci.

Angelo Riky Del Vecchio, direttore quotidiano sanitario AssoCareNews.it

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