Daniele non è solo un Infermiere, è un eroe.

🔴👉 Daniele Asso non è un semplice Infermiere, è un eroe nazionale. Ha fatto nascere a distanza il piccolo Eugenio.

Lui è Daniele. Ha 32 anni. È infermiere in forza al 118 di Genova. È la notte di lunedì 16 settembre. Squilla il telefono. Un uomo dice che la moglie è in travaglio. Daniele parla con un tono calmo, rassicurante. La faccia sdraiare, ha delle contrazioni? L’uomo dice che sono molto forti. La tenga sdraiata intanto che arrivano i soccorsi. Io rimango al telefono con voi. La signora deve essere libera dalla vita in giù, va bene una camicia da notte. Le tenga la testa sollevata con dei cuscini. Guardi tra le gambe, vede qualche parte del bambino? L’uomo ha paura. Non si preoccupi, la aiuto io al telefono. Intanto prenda un asciugamano e una coperta. La faccia respirare. Daniele chiede al marito di mettere il telefono in viva voce. Signora stia tranquilla, non si preoccupi di nulla, la aiutiamo noi. Lei risponde con voce flebile. Dice grazie, scusi, ho paura. Non deve avere paura signora. Lei si preoccupi di respirare, si concentri sul respiro, stia sdraiata. La donna ringrazia, sente una contrazione. Il marito vede la testa. Daniele è tranquillo. Bene. Adesso, a ogni contrazione, posizioni la mano contro la sua vagina, con una pressione costante e leggera. Non si preoccupi, facciamo tutto noi al telefono. L’uomo dice che ha paura. Non deve avere paura. L’uomo dice che vede la testa, sta uscendo. Bene, lei sostenga la testa e le spalle, e si ricordi che appena nato è molto bagnato, quindi scivola, stia attento a non farlo cadere. Come si chiama lei? Giovanni. Allora senta Giovanni, ci diamo del tu per semplicità. Cosa vedi? Il marito dice che è uscita la testa, ce l’ha in mano. Bene, sorreggi la testa e agevola l’uscita. Il marito è agitato. È uscito. Bene, fai attenzione che non cada. Si sente il bambino piangere. Perfetto, sta piangendo. Ora ascolta quello che ti dico, pulisci delicatamente la bocca e il naso, lo avvolgi con un asciugamano, copri la testa ma non il viso, lo metti vicino alla mamma, assicurati che il cordone non sia avvolto intorno al collo. Si sente la voce della mamma, lo ringrazia. Daniele Asso chiede come lo chiameranno. Eugenio.

Rando Gurrieri – Tratto da Facebook

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