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Coronavirus: non c’è più tempo da perdere. Il personale sanitario deve ricevere il tampone e conoscere il proprio stato di salute. O sarà guerra.

Coronavirus: il personale sanitario italiano sta aspettando di conoscere la verità sul proprio stato di salute.

Solo pochissimi di noi è stato sottoposto a tamponi o esami ematici utili a sapere se siamo infetti. O se lo siamo stati. In molti ce li hanno promessi e ancora siamo in attesa.

Ma non c’è tempo e in questa attesa l’emergenza sanitaria infuria. Il Coronavirus si sta espandendo negli ambienti sanitari, giorno dopo giorno.

E l’ingrediente segreto di questa espansione è l’ignoranza. Si ignorano i significati delle parole.

“Prevenzione” non vuol dire “prudenza”, perchè la prudenza implica la scelta di adozione mentre la prevenzione dovrebbe essere tassativa. E quali sono le scelte rispetto alla prevenzione riguardo al personale sanitario?

“Investimento” non vuol dire “costo”, ma anzi, vuol dire guadagno. Guadagno di sicurezza, stabilità, futuro. Anche minor costi nel tempo, economicamente parlando.

“DPI per Covid-19” non vuol dire “mascherina chirurgica”. Vuol dire Dispositivi di Protezione, se non ti proteggono da questo virus vuol dire che non sono DPI al caso nostro.

“No” non vuol dire “sovversione ai propri doveri di personale sanitario”. Vuol dire garanzia verso la nazione e verso se stessi. Vuol dire protezione microbiologica di noi stessi e del prossimo, vuol dire professionalità e rispetto del proprio ruolo sociale.

Se invece tutto questo lo si interpreta come conviene interpretarlo, si assiste a personale sanitario senza protezione e oltretutto ignaro circa il proprio stato di salute.

LO STATO ITALIANO HA IL DOVERE MORALE DI PRENDERSI CURA DI CHI GARANTISCE LA SALUTE DELLA PROPRIA NAZIONE.

Ma oltre ai “volatili” ed opinabili doveri morali, ci sono logiche di diffusione da considerare.

Perchè personale infetto genera infetti, dentro e fuori dall’ospedale. Logico no? In Italia ci sono quasi 1 milione e mezzo tra Medici, Infermieri, OSS e Professionisti Sanitari.

Eppure ancora ci sono strutture pubbliche e private dove la gente muore ma si negano i tamponi. Perchè?

Costano troppo? C’è la paura che le persone restino a casa invece che venire a lavorare?

E’ altresì vero che se non sanno di essere malate non possono mettersi in malattia. Tutto questo è geniale.

Geniale tanto quanto sciogliere tonnellate di paracetamolo nell’acquedotto nei periodo influenzali.

Niente sintomi, niente malattia. Ergo nessuno in malattia.

Ma questo non è un gioco e si chiama pandemia.

Vogliamo essere tutelati, vogliamo tutele per le nostre famiglie, i nostri cari, i nostri vicini e per gli sconosciuti che ci incontreranno.

Vogliamo fare il nostro lavoro, non chiedeteci di fare gli untori.

TAMPONI PER TUTTO IL PERSONALE SANITARIO.

Non è una richiesta, non è una pretesa. E’ una necessità di salute pubblica.

Continuare così porterà solo alla guerra legale. E saranno in molti alla barra degli imputati.