Pubblicità

Emergenza Coronavirus. Il Governo Conte si appresta a riconoscere 12 giorni in più tra maggio e giugno 2020 per i titolari della Legge 104/92 (anche per genitori anziani). Esultano Infermieri, OSS e Professioni Sanitarie che non vedono i propri cari ammalati da almeno 60 giorni.

All’Art. 8 del Decreto Aprile che il Governo di Giuseppe Conte si appresta a varare nelle prossime ore sono previste anche le 2Modifiche all’articolo 24 in materia di permessi retribuiti ex articolo 33, Legge 5 febbraio 1992, n. 104“.

Nello specifico, secondo la bozza del dispositivo di legge fatta circolare stamani, ci sarebbe la dicitura “All’articolo 24 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni: (…) al comma 1 è aggiunto il seguente periodo: “e di ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei mesi di maggio e giugno 2020”.

Praticamente chi è titolare della Legge 104/92 per se o per i propri congiunti ne potrà usufruire (e non si potrà richiamarli in turno) tra i mesi di maggio e giugno.

I 12 giorni saranno aggiunti ai 3 già previsti dalla norma vigente e potranno essere richiesti in qualsiasi momento.

Soddisfatti gli Infermieri, gli Infermieri Pediatrici, gli OSS, le Ostetriche, i Professionisti Sanitari e Socio-Sanitari che ne possono usufruire fin da subito (non appena la Legge verrà varata).

Le Aziende sanitarie, pubbliche e private, sono avvisate: per tempo si tenga in considerazione di questa possibilità e si concordi con il lavoratore quanto dovuto.

In respiro di sollievo che gli operatori sanitari e socio-sanitari che lavorano al Nord e ora avranno più tempo da dedicare ai propri congiunti al Sud, al Centro e nelle Isole italiche (ma anche per coloro che abitano a qualche Km di distanza e non potevano assistere i titolari della L. 104/92).

Ecco la bozza del Decreto Legge “Aprile” (che sarà varato in Maggio inoltrato): Nuove misure urgenti di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 (LINK).