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Emergenza Coronavirus. Gli infermieri e gli OSS dell’ospedale sono eroi, mentre quelli delle Residenze Sanitarie Assistenziali sono untori? Qualcosa stride, ecco tutta le verità che in pochi raccontano.

Tutti gli Infermieri e gli Operatori Socio Sanitari, come pure i Medici e gli altri Professionisti Sanitari e Socio-Sanitari, sono impegnati da mesi in una guerra senza sosta al Coronavirus. Chi più, chi meno, chi in prima linea, chi nelle retrovie, tutti si stanno adoperando per difendere, curare e salvare i Pazienti affetti dal mostro Covid-19.

Da quello che si legge sui social e sul mass-media sembra che tra la popolazione civile ci siano due categorie di professionisti:

  1. gli eroi;
  2. gli untori.

Eroi sono tutti quelli Infermieri e OSS (e altri professionisti) che lavorano nei reparti Covid, untori tutti coloro che prestano la loro opera presso Residenze Sanitarie Assistenziali e assistono Pazienti anziani, con demenze, Alzheimer e/o inabilità psico-fisiche. Senza poi parlare di quelli che lavorano nelle Carceri o in regime di libera professione.

Per l’immaginario collettivo, soprattutto tra i non addetti ai lavori, ci sono:

  1. quelli che salvano vite;
  2. quelli che le mettono in pericolo.

Non è così, ma i mass-media e i social generalisti continuano a confondere le idee, parlando nelle ultime settimane esclusivamente di ciò che accade nelle RSA, dimenticando che fenomeni di infezioni e di decessi ci sono anche nelle Unità Operative degli ospedali.

Noi siamo dell’avviso che, fatte le dovute eccezioni, il mondo dell’assistenza sia unico e che nel suo insieme sta affrontando una crisi sanitaria senza precedenti.

Ovviamente chi lavora in ospedale sembra più “schermato” di chi lavora nelle RSA dal punto di vista dei Dispositivi di Protezione Individuale. Nella realtà non è così e in queste settimane come AssoCareNews.it vi abbiamo raccontato tantissime storie di colleghi delle ASL che si lamentavano per la mancanza di DPI, si erano infettati o erano addirittura deceduti.

Pertanto per sintetizzare quello che accade in realtà in tutte le strutture assistenziali:

  1. ci sono Ospedali dove gli operatori sono più protetti rispetto alle RSA;
  2. ci sono RSA dove gli operatori sono più protetti rispetto agli Ospedali.

Due facce di una stessa medaglia che testimoniano lo stato di disorganizzazione di un Sistema Sanitario Nazionale pubblico e privato o privato convenzionato che va tutto riorganizzato e che non va lasciato alla mercede di improvvisatori e di manager che non sanno come difendere i propri professionisti.

A tutti i colleghi che soffrono in questo momento in Ospedale o in RSA il nostro abbraccio e il nostro invito a non mollare perché non ci sono eroi o untori, ma persone dietro mascherine e visiere che hanno un cuore, un cervello e una vita fuori dal lavoro.

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