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Trasferirsi dal CDL di Infermieristica, Ostetricia e Professioni Sanitarie a Medicina o Odontoiatria? Oggi è possibile. Ecco come.

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Trasferirsi dal CDL di Infermieristica, Ostetricia e Professioni Sanitarie a Medicina o Odontoiatria? Oggi è possibile. Ecco come.

Diverse recenti sentenze del TAR Abruzzo e del Consiglio di Stato hanno chiarito che è possibile trasferirsi dal primo anno del Corso di Laurea di Infermieristica, Fisioterapia Ostetricia o delle restanti Professioni Sanitarie al primo anno del Corso di Laurea in Medicina o Odontoiatria mediante il riconoscimento dei crediti maturati. La stessa cosa vale non solo per chi è oggi studente universitario di una di queste discipline, ma anche per chi si è già laureato in passato.

La novità, di cui si sapeva però già da tempo, arriva dall’Università degli Studi di Chieti, che è in procinto di riconoscere crediti e di iscrivere i discenti richiedenti al CDL di Medicina e Chirurgia (o Odontoiatria).

Le resistenza da parte dell’Ateneo, come pure del Ministero dell’Università e della Ricerca, sono tantissime, ma nulla possono fare di fronte a delle sentenze.

A sostenere questa battaglia è l’avv. Giacomo Romano, che ha già fatto vincere diversi ricorsi a suoi clienti dopo il diniego all’immatricolazione da un CDL all’altro da parte dell’Università. La stessa che ora dovrà per forza di cose valutare i crediti CFU dei ricorrenti, ripagare le spese legali e quelle relative ai vari processi.

L’inutilità dei test d’ingresso così come strutturati oggi.

Da tempo stiamo sostenendo come AssoCareNews.it l’inutilità dei test d’ingresso ai Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia (compreso quelli per i CDL delle Professioni Sanitarie) così come concepiti oggi. Quiz che non restituiscono l’esatto valore dei futuri discenti e che sono facilmente bypassabili attraverso opportuni accorgimenti (libri di testo giusti e app di esercitazione).

Da ricordare che tali test valutano le conoscenze delle future matricole subito dopo la maturità superiore. Proprio su questo principio vertono le sentenze di TAR e Consiglio di Stato. Chi è iscritto ad altre facoltà “cugine” a quella di Medicina-Chirurgia ed Odontoiatria ha un livello culturale superiore e pertanto il test lo ha già superato e può trasferirsi tranquillamente ad altro CDL affine, dopo riconoscimento del percorso di studi e degli esami già svolti. La stessa cosa ovviamente vale per chi si è già laureato in altre discipline sanitarie, veterinarie, chimiche o farmaceutiche.

Chi può richiedere l’immatricolazione?

Possono immatricolarsi a Medicina tutti gli studenti iscritti, laureandi o laureati in uno dei seguenti corsi di laurea:

  • Odontoiatria;
  • Veterinaria;
  • Chimica;
  • Farmacia;
  • Biologia;
  • Infermieristica;
  • Scienze infermieristiche ed Ostetriche;
  • Ostetricia;
  • Scienze biologiche;
  • Biotecnologie della salute;
  • Biotecnologie mediche e farmaceutiche, molecolare e industriale;
  • Chimica e tecnologia farmaceutica;

in generale, tutti coloro che hanno sostenuto esami convalidabili nel percorso didattico di Medicina/Odontoiatria.

È, quindi, necessario poter convalidare nel corso di laurea in Medicina e Chirurgia/Odontoiatria e Protesi Dentaria almeno un esame di profitto.

Come si può aderire al ricorso?

Aderire al ricorso è semplicissimo. Basta inviare la documentazione debitamente scansionata e comprensiva degli allegati all’indirizzo e-mail info@salvisjuribus.it scrivendo nell’oggetto del messaggio “Immatricolazione o Trasferimento anni successivi al primo”.

Ecco la documentazione da inviare: Ricorso per Immatricolazione a Medicina per anni successivi al primo

Come si è giunti alla sentenza?

L’avv. Giacomo Romano ha da tempo avviato una determinata battaglia di legalità contro le innumerevoli irregolarità legate al numero chiuso universitario.

Come noto, nel gennaio 2022, l’avv. Giacomo Romano ha ottenuto l’immatricolazione di tantissimi studenti ad anni successivi al primo al CdLM in Medicina ed Odontoiatria, previa convalida degli esami già sostenuti in percorsi affini o all’estero, con esonero dal sostenimento del test d’ingresso.

L’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti ed il Ministero dell’Università e della Ricercahanno, poi, ritenuto di appellare le tante sentenze del T.A.R. Pescara che, in accoglimento dei ricorsi, dichiaravano <<…cessata la materia del contendere essendosi consolidata la posizione della parte ricorrente, che deve ritenersi ormai definitivamente ed irrevocabilmente iscritta a pieno titolo nel corso di laurea che sta frequentando…>>.
Lo Studio ha subito rilevato la sconsideratezza della scelta (anche politica) di procedere con le impugnazioni atteso che gli studenti risultavano immatricolati ormai da tempo e avevavo, dunque, superato con profitto una serie di esami universitari dimostrando sul campo il loro valore e l’inutilità del test.

Il Consiglio di Stato, con sentenze gemelle, ha accolto in toto le tesi dell’avv. Giacomo Romano.

Infatti, il Giudice d’appello ha rilevato, tra l’altro, che gli studenti hanno <<…dimostrato, nei fatti, di possedere le doti attitudinali e le capacità tecniche richieste per la proficua frequenza dei corsi universitari…>>.

Inoltre, in adesione alle tesi sostenute dallo Studio, il Consiglio di Stato ha affermato che: <<…Il superamento degli esami universitari comprova la realizzazione della esigenza formativa cui era preordinata l’iniziativa giudiziale intrapresa e, quindi, il soddisfacimento dell’interesse sostanziale azionato in giudizio, i cui effetti non potrebbero essere posti nel nulla, sul piano ontologico, neppure nel caso di accoglimento dell’appello…>>.

In altre parole le Amministrazioni sono state smentite sonoramente ed a chiare lettere anche dal Supremo Consesso amministrativo prendendo l’ennesima (e, da questo Studio, annunciata) batosta giudiziaria. La linea “dura” ha clamorosamente fallito.

Adesso il Ministero la smetta di adottare una sterile politica di ostruzionismosu questa materia e ripensi completamente l’attuale meccanismo del test d’ingresso; l’Università di Chieti, invece, si concentri sulla celere esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali.

“Queste sentenze confermano il buon operato dello Studio” – afferma l’avv. Romano – “Il Giudice d’appello ha evidenziato la precarietà e l’insensatezza della scelta dell’Amministrazione di mettere in discussione decine di immatricolazioni già disposte da tempo. I nostri Assistiti hanno già dimostrato il loro valore conquistando “sul campo” il diritto a diventare i medici ed i professionisti del futuro”.

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