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La lettera di una Operatrice Socio Sanitaria ci fa riflettere sulla scelta di molti di dedicarsi all’assistenza alla persona. Elisa: “sono OSS, ma ho una laurea in Ingegneria; facevo lavoro saltuari e guadagnano 800 euro mensili, ora ne prendo 1200 e sono felice”.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

ho titubato un po’ prima di scriverle. Innanzitutto le faccio i miei complimenti per la sua rivista on line, sempre completa ed esaustiva. Siete il punto di riferimento di tutte le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Seguo il suo giornale da quando è nato.

Le scrivo questa mia per raccontarle la mia triste esperienza da Ingegnere e la mia scelta, obbligata dalla vita, di dedicarmi all’assistenza ai Pazienti. Una scelta che mi è piaciuta fin dall’inizio e che sicuramente tornerei a fare.

Quando mi sono Laureata in Ingegneria Elettronica avevo grandi sogni e grandi idee. Poi si sono tutti vanificati quando sono entrata nel mondo del lavoro. Non c’è più lavoro per questa categoria e mi dovevo accontentare di 800 euro al mese presso uno studio associato o poco più in fabbrica.

Tre anni fa mia mamma è stata male, è deceduta di cancro. Le sono stata vicina fino all’ultimo spiro. Da allora ho capito cosa vuol dire soffrire di malattia e morire senza speranze, dovendo lasciare i propri cari, i propri affetti, la propria vita per una male che nessuno riesce a curare.

Ho deciso di scendere in campo anche io nel mondo della sanità. Ho visto un poster che pubblicizzata un corso di qualifica da Operatore Socio Sanitario e mi ci sono iscritta.

Oggi faccio OSS, sono felice. Certo non guadagno tanto, mi devo accontentare di 1200 euro al mese. Questi soldi però mi permettono di vivere una vita dignitosa e soprattutto di essere contenta di quello che faccio.

Grazie per il tempo dedicatori.

Buon lavoro.

Elisa Bichi, Operatrice Socio Sanitari ed ex-Ingegnere